Una MV Agusta in costruzione nella fabbrica della Schiranna

Varese, 27 aprile 2016 - Addio Mercedes. MV Agusta volta nuovamente pagina e, dopo quelli con la malese Proton e con Harley-Davidson, prepara il divorzio anche con il gruppo tedesco. "Stiamo negoziando un riacquisto delle quote", dice chiaramente Giovanni Castiglioni, presidente dell’azienda varesina.

Mercedes aveva acquisito il 25% di MV Agusta, divenendone azionista di minoranza ma, sfumato il piano di ricapitalizzazione da 30 milioni pensato per assecondare lo sviluppo aziendale, oggi Stoccarda e la Schiranna appaiono su posizioni troppo distanti per proseguire la partnerhip. MV Agusta, nonostante la crescita di fatturato e vendite, ha un debito di oltre 50 milioni con i fornitori, per il quale ha chiesto il concordato, oltre che gran parte dei circa 200 operai in cassa integrazione. Nel momento in cui la crescita non è assecondata dalla necessaria iniezione di liquidità, occorre affrontare una ristrutturazione aziendale.

Gli investimenti in ricerca e sviluppo, lievitati a 15 milioni di euro l’anno per passare dai tre modelli prodotti nel 2011 agli attuali 21, caleranno a sette milioni; il reparto corse, invece, passerà da 4 milioni a 600mila euro l’anno, grazie al ricorso a un team esterno. E la produzione di motociclette passerà dalle attuali 9.000 unità a 6.000, per poi risalire e attestarsi tra le sette e le ottomila all’anno. "Ci interessa la qualità delle vendite - spiega Castiglioni - incassare subito i soldi per avere liquidità. Vogliamo tornare a essere la Ferrari delle moto".

La crescita aziendale ha infatti allungato i tempi d’incasso e, per la struttura finanziaria della casa varesina, quest’impostazione non era più sostenibile. Da qui il venir meno della necessità di un socio come Mercedes. "Purtroppo non si è rivelato un partner strategico come pensavo - ammette Castiglioni - mi sto impegnando per portare in azienda nuovi investitori. Nel frattempo stiamo portando avanti un piano che permetta di generare cassa per poi ristrutturare il debito, perché di qui sono passati prima gli asiatici e gli americani e ora i tedeschi, ma chi resta sempre e negli anni ha investito 120 milioni di euro in MV Agusta, è la famiglia Castiglioni".