
La sede dell'università dell'Insubria; nel riquadro, la nuova rettrice Maria Pierro
Varese, 4 luglio 2024 – Per la prima volta l’Università dell’Insubria ha eletto un rettore donna. Con 302 voti contro 233 Maria Pierro ha sconfitto l’avversario Mauro Ferrari al primo turno. Cinquantanove anni, giurista, Pierro inizierà il suo mandato il prossimo 1° novembre. Con lei sarà prorettore Umberto Piarulli. Insubria, poli a Varese e Como, una sede anche a Busto Arsizio, conta quasi 12.000 studenti, 8 dipartimenti, 2 Scuole e 38 corsi di laurea.
Professoressa, dopo Milano con quattro donne alla guida di Statale, Cattolica, Bicocca e Politecnico, l’onda rosa è arrivata anche a Varese e Como. Che significato ha?
"Meno male che ha toccato anche l’Insubria (risponde sorridendo, ndr). Sono molto felice, lavorerò con le mie colleghe lombarde e naturalmente con tutti gli altri colleghi. Siamo sicuri che daremo un apporto fondamentale alla crescita del nostro ateneo".
Qual è la soddisfazione di essere la prima rettrice?
"Veramente grande, ma non tanto perché sono donna ma per il consenso che ho ricevuto. Sono molto felice di questo risultato. Sono emozionata, ringrazio tutti i componenti della comunità accademica, dal personale tecnico-amministrativo che mi ha sostenuto, un sostegno forse insperato, ai docenti e ricercatori che hanno creduto in me e naturalmente agli studenti che mi hanno dato veramente un grande supporto".
Che cosa rappresenta questo risultato?
"Io e Umberto Piarulli abbiamo iniziato questo percorso con grande entusiasmo. Questo ateneo deve crescere, saremo il rettore e il prorettore di tutta la comunità e vogliamo crescere sempre di più".
Che sfida elettorale è stata per l’Insubria?
"Voglio ringraziare i nostri colleghi - il professor Ferrari e la professoressa Prest - per come si è svolta questa competizione elettorale nel massimo della correttezza e del rispetto. È un riconoscimento che devo a loro e li ringrazio. Un ringraziamento da parte mia e di Umberto Piarulli anche al rettore Angelo Tagliabue e al prorettore vicario per questi anni trascorsi".
Gli ultimi due rettori dell’Università dell’Insubria erano stati eletti solo al secondo tentativo. Si aspettava una vittoria subito al primo turno?
"Sì, devo dire la verità. In base ai conteggi che avevamo fatto io e il collega ce lo aspettavamo, però ovviamente fino alla fine non si è mai sicuri. L’aspettativa era questa, ma non eravamo assolutamente certi: era un’aspettativa possibile, ecco".
Quali sono le priorità che affronterà all’inizio del suo mandato?
"Dobbiamo aprire le carte, studiare e mettere mano al piano strategico e prima ancora guardare il bilancio. Innanzitutto penseremo alle strutture edilizie: dobbiamo aiutare gli studenti e il personale tutto, docente e non docente, a vivere meglio in questo ateneo".
Quali altri obiettivi saranno sviluppati da qui al 2030?
"Fornire la strumentazione adeguata alla ricerca; reclutare personale docente, tecnico e amministrativo, funzionale alla crescita strategica dell’ateneo; continuare a garantire una didattica di qualità integrando le modalità di erogazione tradizionali con la didattica online; favorire l’internazionalizzazione; consolidare i rapporti con il territorio, la Regione e il Ministero".