Caterina è di Ranco, Aurora di Lesa, Simone di Bergamo e Daniele è brianzolo
Caterina è di Ranco, Aurora di Lesa, Simone di Bergamo e Daniele è brianzolo

Varese, 29 novembre 2020 -  Un cammino intorno al Lago Maggiore: è l’obiettivo del progetto “Tracciaminima”, che vede coinvolti quattro giovani tra i 25 e i 28 anni. Due coppie che la scorsa estate hanno deciso di andare alla scoperta del Verbano con un ritmo lento. Sono partiti a piedi da Sesto Calende e hanno fatto il periplo del lago percorrendo più di 200 chilometri in 11 giorni, fermandosi a dormire nei campeggi. Sono state le due ragazze a coinvolgere i rispettivi partner alla scoperta del proprio territorio.

"Io sono originaria di Ranco – spiega Caterina Salvo – mentre Aurora è di Lesa, esattamente di fronte, sulla sponda piemontese. Simone è di Bergamo e Daniele è della Brianza. Siamo tutti camminatori appassionati: l’idea è nata durante il primo lockdown a marzo". Ma il gruppo non è partito alla cieca: il percorso è stato preparato con cura, mettendo a sistema i sentieri già esistenti. Fin dall’inizio dunque il progetto è stato molto più di una vacanza, con i ragazzi che si sono messi in pista con l’idea di una vera esplorazione che costituisse una base importante per il futuro.

Sul sito www.tracciaminima.it hanno messo a disposizione il tracciato, mentre sulla pagina Facebook vengono raccontate le peculiarità delle singole tappe. "Il nostro obiettivo è creare un cammino il più partecipato possibile – racconta Caterina –. Speriamo dalla primavera di poter organizzare eventi pubblici, e intanto facciamo conoscere il percorso che si presta bene anche a gite in giornata".

La volontà e la determinazione non mancano ai giovani di Tracciaminima. "Ci stiamo formando seguendo corsi  promossi dall’Associazione europea delle Vie francigene per capire come strutturare un cammino in modo ufficiale. Siamo consapevoli che sarà un percorso molto lungo, essendo un territorio frammentato tra due Regioni e due Stati, ma vorremmo coinvolgere le istituzioni e vedere fino a dove si potrà arrivare". Dal punto di vista organizzativo dunque c’è ancora tanto lavoro da fare, mentre sotto il profilo tecnico la base del percorso c’è già. "Abbiamo trovato quasi sempre condizioni buone sui sentieri – conclude Caterina Salvo – tranne alcuni tratti che abbiamo tracciato nuovamente in un secondo momento. È un percorso già fattibile, che si snoda principalmente a mezza costa".