Gli studenti in piazza
Gli studenti in piazza

Varese, 10 maggio 2018 - L'Unione Europea secondo i giovani tra i 16 e i 24 anni. È questo il tema portante che vedrà coinvolti gli studenti della 1^ E del liceo classico “Ernesto Cairoli”, tramite due gazebo nelle piazze Monte Grappa e Carducci, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. "A settembre i ragazzi hanno partecipato a un seminario con la dottoressa Francesca Capoluongo - spiega la docente Marta Balzarini - e dopo alcuni focus di gruppo abbiamo dato il via ai sondaggi". Lo scopo dell’attività dei “cairolini” in questi giorni sarà quella di raccogliere le opinioni sull’Europa, con particolare riferimento al suo futuro, in vista delle elezioni dell’europarlamento del 2019. Tra i liceali sembra prevalere una visione euroscettica e molti di essi ritengono che l’Unione sia un’organizzazione distante dagli interessi degli Stati membri e dei rispettivi cittadini. In molti vedono l’Europa come un ente sovranazionale, privo di potere normativo in diversi settori e in balia degli interessi dei Paesi economicamente più forti.

"So che l'Unione è un’organizzazione internazionale, ma oltre a ciò non saprei dire quali siano le sue implicazioni sull’Italia e gli altri Stati", racconta Andrea Angelini, uno degli studenti presenti allo stand di piazza Carducci, che aggiunge: "I giovani probabilmente pagano il fatto che sull’Unione ci sia una scarsa informazione". Altri invece reputano che l’Unione debba considerare maggiormente materie particolarmente spinose: "Le istituzioni dovrebbero avere più a cuore il problema dell’immigrazione, su cui hanno sempre faticato a prendere la parola", afferma Giorgia Agosti, "Il futuro dell’Italia in Europa? La Gran Bretagna è uscita perché aveva già grossi margini di autonomia, come il mantenimento della propria valuta. Non sappiamo se fra cinque anni il nostro Paese aderirà ancora, ma sicuramente in caso di addio andrebbe incontro ad un processo assai difficoltoso". "Dell’Unione ritengo peculiare che dal momento della sua costituzione l’Europa abbia mantenuto un lungo periodo di pace", dichiara Federica Mammano. Secondo Lorenzo Petrolo, della postazione di piazza Monte Grappa, l’Unione sarebbe un’organizzazione un po’ evanescente: "Penso che molti cittadini si accorgano dei benefici dell’Unione solo indirettamente, quando ad esempio per poter viaggiare in Europa devono solo portare con sé la carta di identità. Per altri versi non credo che i vantaggi comunitari si possano percepire nell’immediato e forse proprio per questo molta gente le è avversa. Una tematica da sviluppare nel futuro? Indubbiamente una politica che sappia sostenere i giovani in ambito lavorativo e universitario".

Elena Penazzi racconta invece l’esito dei primi sondaggi: "Tra i ragazzi intervistati è prevalsa un’idea sfavorevole all’Unione, dettata probabilmente anche da un’informazione lacunosa. Personalmente ritengo che l’Unione possa potenzialmente essere di grande utilità, ma che sia purtroppo schiacciata dagli interessi degli Stati maggiori, che incidono sulle sue decisioni". Un parere condiviso anche da altri alunni. "Concordo sul fatto che spesso gli egoismi nazionali prevalgano sulle scelte comunitarie - ribadisce Alessia Ranaudo - Per il futuro credo che l’Unione debba valorizzare maggiormente il settore del turismo, che sinora è rimasto poco sfruttato». «Partecipare a un ente sovranazionale, in un contesto mondiale ormai contraddistinto dalla globalizzazione, è importante. Non mi sento di definirmi strettamente una cittadina italiana, quanto del mondo", conclude Giulia Mangella. I sondaggi continueranno fino a domenica 13: ieri, la giornata si è chiusa con il brindisi all’Europa.