Spaccio interrotto. Elicotteri e carabinieri nel Parco del Roccolo tra giacigli e un fucile

Controlli continui delle forze dell’ordine per scoraggiare i traffici di droga

Un servizio di controllo, utilizzando gran parte delle forze sul territorio e con l’ausilio di “esterni“, pensato come deterrente, a scopo preventivo, dopo le vibranti proteste dei sindaci della zona: aveva questo intento il servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, messo in campo dai carabinieri nella mattinata di ieri nell’area del Parco del Roccolo tra Busto Garolfo e Casorezzo. Venticinque carabinieri, vale a dire il personale della Compagnia di Legnano (Stazioni di Busto Garolfo, Cuggiono, Parabiago, Nerviano e Nucleo operativo), supportati da dieci militari del Terzo Reggimento Lombardia e da un elicottero del 2° Nucleo elicotteristi di Orio al Serio, hanno setacciato l’area del bosco del Roccolo, battendo in lungo e in largo la zona. Durante il servizio di controllo all’interno del parco, più volte al centro di segnalazioni per le attività di spaccio compiute anche in pieno giorno, i militari hanno rinvenuto un fucile modello Spas calibro 12, un giaciglio utilizzato per trascorrere la giornata all’interno dell’area boschiva, con resti di alimenti, quattro biciclette abbandonate e le carcasse di due scooter. Nel contesto delle operazioni di verifica i carabinieri hanno poi esteso l’area dell’intervento e sono stati effettuati anche pattugliamenti lungo le vie limitrofe: i controlli hanno portato all’identificazione di 35 persone.

Soltanto pochi giorni fa Susanna Biondi, Sara Bettinelli e Pierluca Oldani, sindaci rispettivamente di Busto Garolfo, Inveruno e Casorezzo, avevano incontrato il prefetto di Milano per chiedere più controlli sul territorio, preoccupati per lo spaccio di droga nella zona delle Cave di Casorezzo. I tre sindaci hanno portato sul tavolo del prefetto Claudio Sgaraglia, nella riunione del Comitato ordine e sicurezza pubblica tenutasi in Prefettura il 6 febbraio, le loro preoccupazioni per l’aumento delle attività di spaccio: "A rifornirsi in via per Furato – aveva detto Biondi – sono persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali, dai meno abbienti ai giovani manager in cerca di una dose per lo sballo serale. Un viavai di auto che spazia dall’utilitaria alle berline di grossa cilindrata".