Simone Uggetti: "Vittima della gogna più spietata"

Il tema delle ingiuste carcerazioni è stato al centro dell’incontro avvenuto ieri al teatro Alle Vigne di Lodi. Si è...

Simone Uggetti: "Vittima della gogna più spietata"
Simone Uggetti: "Vittima della gogna più spietata"

Il tema delle ingiuste carcerazioni è stato al centro dell’incontro avvenuto ieri al teatro Alle Vigne di Lodi. Si è trattato della presentazione del libro di Gaia Tortora “Testa alta, e avanti“. L’autrice, presente in sala, racconta in questo testo come lei visse il periodo in cui suo padre, Enzo Tortora, fu ingiustamente accusato e incarcerato per spaccio, cosa rivelatasi poi totalmente infondata. Nove anni fu la durata di questo "disastro giudiziario", così definito da Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi che venne anche lui accusato e processato ingiustamente nel 2016 per poi essere totalmente assolto nel 2022. Nella sala del teatro, fra il pubblico, due esponenti di primo piano del Partito democratico lodigiano e lombardo: il sindaco di Lodi Andrea Furegato e l’ex sindaco, ed ex ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

La presentazione del libro è stata alla fine più un pretesto per poter parlare di grandi errori giudiziari, di cosa vuol dire viverli, subirli e delle motivazioni che li generano. Gaia Tortora ha raccontato la sofferenza che ha provato vedendo il padre in tv, ammanettato e con le persone intorno che lo insultavano.

"Nel libro e nella storia di Enzo c’è anche un pezzo importante in cui si raccolgono vari pregiudizi di giornali che lo accusarono di cose totalmente infondate. La gogna era, ed è nei casi di oggi, mediatica e non solo giudiziaria", ha spiegato Uggetti, che ha poi raccontato come il suo alzare la voce su queste vicende sia fondamentale, scusandosi di non averlo fatto prima e annunciando che anche lui vuole scrivere un libro sul suo caso. "L’incarcerazione può distruggere una persona – ha sottolineato Gaia Tortora – soprattutto se innocente. I suicidi in carcere avvengono molto più spesso nei primi sei mesi perché, quando una persona capisce la quantità di tempo e la difficoltà che dovrà subire per poter uscire spesso non regge il colpo. Mio padre resistette. Non dobbiamo sorprenderci nel vedere le persone del tempo contente nel vedere una persona di successo cadere nel fango. Basta pensare a quanto è accaduto oggi con la Ferragni".

La malagiustizia è spesso il risultato di varie negligenze importanti, tuttavia qualcos’altro c’è sempre. "Quando mio padre Enzo venne arrestato non doveva uscire dall’uscita principale ma da una posteriore, più sicura, come sempre fanno le forze dell’ordine. Tuttavia arrivò una telefonata, dai piani alti, che disse di farlo uscire dall’uscita principale". A “beneficio“ di fotografi e telecamere. "Che persone che hanno fatto quegli errori siano poi state messe in cariche di grande importanza rende tutto ancora più grave. Nel libro parlo di tutto questo. È un libro scomodo".

Luca Pacchiarini