Sì all’espansione di Cargo City. Roma gela gli ambientalisti

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Siracusano alla Camera: "Opera d’interesse nazionale". I Verdi: "Una scelta incomprensibile".

Sì all’espansione di Cargo City. Roma gela gli ambientalisti
Sì all’espansione di Cargo City. Roma gela gli ambientalisti

Avanti con l’espansione dell’area cargo di Malpensa come opera di “preminente interesse nazionale”, come stabilito dal decreto Aria che ha superato una delle prescrizioni al Masterplan 2035 dello scalo lombardo. Si tratta di una delle tredici raccomandazioni della Valutazione di impatto ambientale per la tutela di 45 ettari della brughiera del Gaggio in provincia di Varese nel parco del Ticino. Lo ha sottolineato alla Camera il sottosegretario alla presidenza del consiglio Matilde Siracusano, in risposta a un’interrogazione urgente di Alleanza Verdi Sinistra, di cui era prima firmataria la verde Eleonora Evi. La misura per superare la prescrizione di tutela sarà – ha aggiunto Siracusano – "o una semplice revoca della prescrizione relativa all’espansione cargo oppure la revoca e contemporanea rivalutazione della prescrizione, che il Mase dovrebbe comunque effettuare insieme alla commissione tecnica Via-Vas e, per quanto di competenza, al Ministero della Cultura".

Evi aveva ricordato che la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via-Vas ad aprile dell’anno scorso aveva dato “luce verde” al progetto, a patto che tutti gli interventi di ampliamento dell’area cargo (Malpensa nel 2022 ha movimentato il 65% di tutte le merci italiane) si svolgessero all’interno del sedime dell’aeroporto. "La brughiera del Parco del Ticino è un’area di preziosa biodiversità che verrebbe distrutta e irrimediabilmente compromessa da parte dell’ampliamento dell’area cargo – ha detto ancora la deputata di Alleanza Verdi Sinistra – e la Via è stata approvata con decreto del Ministro dell’Ambiente a giugno 2023- dunque, un Ministero guidato da un Ministro di questo Governo in carica".

"È incomprensibile – rimarca Evi – definire di interesse strategico nazionale un aeroporto come Malpensa, e quindi dire che le merci devono viaggiare in aereo per consentire di ridurre l’inquinamento atmosferico. Eppure è quello che di cui parla il decreto Aria. Quello che si intuisce e si capisce è che si vogliono piegare le regole per consentire di portare avanti anche interessi politici locali e nazionali, per un modello di sviluppo che guarda al passato invece che mettere davanti come priorità la tutela della natura e di aree di valore naturalistico importantissimo come la brughiera del Gaggio".