ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Ospedale unico Busto-Gallarate, quale futuro per i due nosocomi cittadini? Una mozione in Regione

Sul polo sanitario unico nel rione di Beata Giuliana pesa la questione delle strutture preesistenti. In Consiglio regionale la richiesta di Ferrazzi, Astuti e Licata: mantenere funzioni sanitarie territoriali

L’ospedale di Gallarate

L’ospedale di Gallarate

Gallarate (Varese) – È sul tavolo del Consiglio regionale che la discuterà oggi la mozione che riguarda il futuro degli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio dopo la realizzazione del polo sanitario unico nel rione di Beata Giuliana a Busto Arsizio. A presentarla i consiglieri regionali Luca Ferrazzi (Lombardia Migliore), Samuele Astuti (Pd) e Giuseppe Licata (Italia viva) e sottoscritta da altri consiglieri.Oggi la discussione. 

"A parole – spiega Luca Ferrazzi – è emersa a più riprese, la volontà di mantenere funzioni sanitarie là dove oggi sorgono i due ospedali, in strutture che diventerebbero complementari a quella nuova. Ma di scritto, per ora, non c’è nulla. Con Astuti, Licata e gli altri firmatari della mozione condivido l’obiettivo di fare chiarezza su questo punto". La mozione chiede al Presidente della Regione e alla Giunta Regionale di stipulare accordi di programma chiari e puntuali, si sottolinea: "Le amministrazioni comunali devono ricevere indicazioni precise sulla condizione di mantenimento delle funzioni sanitarie territoriali all’interno della riqualificazione urbana delle sedi degli attuali ospedali anche rimodulando le attuali previsioni dei presidi territoriali, case di comunità e ospedali di comunità".

Continua la mozione: "È fondamentale assicurare che le strutture esistenti possano continuare a rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione fino alla realizzazione del nuovo ospedale. Questo richiede un’attenta gestione delle risorse e delle operatività attuali". Infine si invita l’Asst Valle Olona ad impegnarsi nella stipula di convenzioni con le università che ospitano le facoltà di medicina e chirurgia, per inserire gli specializzandi nell’organico in servizio, migliorando così il supporto al personale esistente".