"Ogni volta che piove le strade del quartiere diventano piscine"

Cap Holding ha stanziato 2,5 milioni di euro per fermare l'esondazione dei tombini durante i nubifragi a Busto Garolfo. Il progetto prevede il raddoppio di alcuni punti della rete fognaria cittadina. I residenti sperano di risolvere il problema delle alluvioni.

"Ogni volta che piove le strade del quartiere diventano piscine"
"Ogni volta che piove le strade del quartiere diventano piscine"

Non sarà forse tanto funesto come vuole la tradizione l’anno bisestile 2024 per i residenti in via Parabiago, a Busto Garolfo, e nella zona dei musicisti così chiamata per le intitolazioni delle vie a noti compositori del passato. Cap Holding ha infatti stanziato due milioni e mezzo di euro per fermare l’esondazione dei tombini durante i nubifragi e le bombe d’acqua che trasformano le strade in fiumi e le cantine in piscine domestiche.

La situazione era diventata ormai insostenibile, la frequenza degli eventi estremi ha condotto i tecnici dell’azienda che gestisce la rete idrica e fognaria di Città Metropolitana a mettere mano al progetto e ridurre il rischio per i residenti. "Speriamo sia la volta buona, siamo stanchi di tremare ogni volta che sopra la nostra testa si scatena un temporale un po’ più forte del solito".

A parlare è uno dei residenti lungo via Parabiago che recentemente a causa dei nubifragi dello scorso agosto si è ritrovato nel giro di pochi minuti 150 centimetri di acqua in cantina. "Siamo costretti a posizionare barriere sui cancelli d’ingresso per fermare la marea nera che entra nelle nostre case quando la fognatura non riesce più a smaltire la pioggia".

Una situazione molto complessa perché oltre all’asfalto che non riesce più a drenare, dai tombini fognari sotto pressione vengono sparati sulla carreggiata i liquami fognari che invadono le cantine. Il nuovo progetto che richiederà non meno di un anno per essere ultimato prevede il raddoppio di alcuni punti della rete fognaria cittadina soprattutto dove si trovano le confluenze delle direttrici interne. Con questo intervento forse i cittadini potranno dire addio a quelle barriere che tutti ormai hanno battezzato "il Mose di Busto Garolfo".

Paolo Mattelli