Un traghetto del Lago Maggiore in fase di attracco a Laveno Mombello
Un traghetto del Lago Maggiore in fase di attracco a Laveno Mombello
Lo scarso apporto idrico legato ai temporali estivi che si sono registrati in questi giorni, non sono riusciti a contenere la grande sete del Verbano il cui livello delle acque scende mediamente di uno-due centimetri al giorno causa mancati apporti lungo i suoi 6.599 chilometri quadrati del bacino imbrifero. Il livello basso delle acque ha fatto scattare la prima soglia di magra e così ieri pomeriggio la direzione della Navigazione Lago Maggiore ha dovuto emettere l’ordinanza che il peso massimo di carico sui traghetti fra Laveno e Verbania è stato ridotto dai normali 440 quintali agli attuali 380 quintali a pieno carico, sino...

Lo scarso apporto idrico legato ai temporali estivi che si sono registrati in questi giorni, non sono riusciti a contenere la grande sete del Verbano il cui livello delle acque scende mediamente di uno-due centimetri al giorno causa mancati apporti lungo i suoi 6.599 chilometri quadrati del bacino imbrifero. Il livello basso delle acque ha fatto scattare la prima soglia di magra e così ieri pomeriggio la direzione della Navigazione Lago Maggiore ha dovuto emettere l’ordinanza che il peso massimo di carico sui traghetti fra Laveno e Verbania è stato ridotto dai normali 440 quintali agli attuali 380 quintali a pieno carico, sino a nuovo ordine. Sempre ieri verso mezzogiorno alla centrale di monitoraggio della protezione civile di Laveno Mombello si registravano solo 7 centimetri sopra lo zero idrometrico e pertanto si apre la possibilità di altre situazioni a rischio, per gli altri effetti collaterali legati al basso livello del lago, oltre a far scattare la prima soglia di magra per il trasporto dei mezzi pesanti sui traghetti di linea fra Laveno e Verbania. E’ la prima volta in questo 2020 più che mai caldo che si registra un livello di magra, visto che per l’intero arco dell’anno la media è stata sempre sul metro sopra lo zero idrometrico con una sola punta di un metro e 60 che ha sfiorato per pochi giorni il livello di attenzione che si è registrata il 6 giugno scorso. Sempre ieri al lago, attraverso i fiumi e torrenti affluivano circa 102 metri cubi d’acqua al secondo e dallo sbarramento della Miorina posta sul Ticino dopo Sesto Calende ne uscivano quasi il doppio, circa 202 metri cubi d’acqua al secondo. A soffrire di questa situazione di lago basso saranno ora anche gli aliscafi che rischiano di non poter più attraccare agli scali dell’Isola Madre. Se il livello di magra continuerà a scendere la Navigazione Lago Maggiore oltre ai problemi per gli aliscafi, raggiunta la seconda soglia di magra sarà costretta a ridurre dagli attuali 380 quintali ai 200 quintali a pieno carico. Le soglie di portata vengono raggiunte in base all’inclinazione del pontile di imbarco e al divario fra la terra e il pontile di imbarco sui traghetti di linea fra le due sponde, a causa dell’angolo che si forma e che mette a rischio l’impatto con gli assali dei mezzi pesanti che sono costretti a compiere il lungo giro attraverso il ponte di Sesto Calende.

Il basso livello fa invece felici gli operatori turistici delle due sponde visto che è aumentata l’estensione delle spiagge, ma con questo aumenta il rischio di trovarsi di fronte a improvvisi dislivelli in alcune spiagge dove il fondale scende più rapidamente. Altra situazione di disagio è legata alla mancata pressione idrica sui muraglioni di riva, che si espongono così a una maggiore escavazione delle fondamenta con possibili cedimenti strutturali, il più vistoso dei quali in atto lo si nota sul lungo lago di Cerro all’altezza del porto privato verso Ceresolo. Alta, quindi, l’attenzione sul fronte Verbano, in una stagione anomala anche per il turismo data l’emergenza sanitaria. Il lago sta provando a reggere l’urto, puntando sugli arrivi nelle seconde case. Pochi, invece, gli stranieri.Claudio Perozzo