Manuel Cantisani
Manuel Cantisani

Cardano al Campo (Varese), 22 gennaio 2021 -  È stata fissata al 13 aprile l’udienza preliminare a carico di due giovani, per la morte di Manuel Cantisani, 28 enne di Cardano al Campo, al termine di una lite fuori da una discoteca a Vergiate nel 2018, dopo essere stato spinto e aver picchiato la testa ed essere poi stato investito. I due giovani, che Manuel conosceva, sono accusati di omicidio preterintenzionale e stradale, al termine delle indagini della Procura di Busto Arsizio, firmate dal pm Martina Melita.

Quella drammatica notte, secondo la ricostruzione degli inquirenti, forse per un commento di troppo, per una divergenza sul prosieguo della serata, appena usciti da una discoteca di Castelletto Ticino a Novara, il gruppo di giovani si trasferì fuori da un altro locale a Vergiate con gli animi già accesi. Una volta lì il diverbio tra i due indagati sarebbe degenerato, nonostante il tentativo di altri di fare tornare la calma, fino ad arrivare quasi alle mani. Sarebbe stato a quel punto che Cantisani si sarebbe intromesso, tentando di dividerli e porre fine alla bagarre, finendo per essere spinto violentemente a terra. Un colpo molto forte alla testa lo avrebbe lasciato inerme a terra. A quel punto poi l’auto guidata da uno dei due contendenti, in fuga dal luogo della rissa, lo ha travolto. Per settimane gli investigatori ascoltarono testimoni e vagliarono centinaia di frame immortalati dalle telecamere di videosorveglianza della zona, per ricostruire l’accaduto. Pestaggio? Incidente? Interrogativi che hanno attanagliato l’anima dei genitori del giovane, già provati dalla grave perdita.

Inizialmente per il caso fu chiesta l’archiviazione, per il secondo giovane, a seguito di una testimonianza che avrebbe visto come presunto responsabile della morte colui che aveva spinto Manuel facendogli picchiare la testa. Il gip Piera Bossi ha però rigettato la richiesta e rinviato gli atti alla procura. Oggi entrambi i giovani rischiano il processo per aver concorso alla morte di un amico che, in fin dei conti, stava solo cercando di impedire una lite e preservarli da loro stessi. Sarà ora il Tribunale a decidere le loro sorti processuali.