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24 mar 2022

Tragedia a Mesenzana: padre uccide i figli e si suicida

Le urla della madre di Giada e Alessio uccisi a coltellate dal padre, lo choc dei vicini. "Sembravano una famiglia da fiaba"

christian sormani
Cronaca
per albarelli - omicidio suidicio di Mesenzana - Andrea Rossin
Omicidio suidicio di Mesenzana

Mesenzana (Varese), 25 marzo 2022 - «Ho sentito un urlo, poi dopo neanche cinque minuti sono arrivati decine di carabinieri". Claudio è uno dei vicini della famiglia Rossin e la sua casa di via Pezza, guarda proprio la villetta dove ieri mattina si è consumata la strage. Dal suo balcone si ha una panoramica sul caseggiato: quattro strutture identiche, quattro famiglie, quattro citofoni. In uno i nomi di una famiglia che non c’è più, distrutta dalla furia omicida di un uomo dalla mente oscurata da mille problemi e ossessioni. Andrea Rossin 44 anni e Luana Vivirito di 35. È stata proprio lei, Luana, prima delle otto del mattino a fare la macabra scoperta: ha suonato per portare i figli a scuola, all’istituto comprensivo “Zuretti“, come faceva da qualche settimana a questa parte dopo aver lasciato il tetto coniugale per dormire dalla madre a Brissago.

Doveva accompagnare Giada in terza media e il piccolo Alessio in seconda elementare, ma nessuno questa volta le ha aperto. Così una volta entrata con le sue chiavi ha trovato i due figli di 13 e 7 anni sgozzati, e il marito esanime. Luana ha avuto un malore ed è stata portata all’ospedale di Cittiglio. Fuori il magistrato ha apposto i sigilli e sulle scale l’unico sopravvissuto è il cane di piccola taglia che si aggira spaventato sul balcone.

«Li vedo portare sempre a spasso il cagnolino. Figli educati, una famiglia educata. Erano riservati, ma salutavano sempre. I bambini giocavano qua fuori". In linea d’aria saranno meno di dieci metri da un cancello all’altro e le discussioni dei Rossin, Claudio in vicino, le sentiva tutte: "In estate quando si hanno le finestre aperte si sentiva gridare. Era Andrea che alzava molto la voce, e il tono era di quelli pesanti, ma le litigate in casa ci sono sempre state per tutti".

La famiglia Rossin era in affitto da almeno dieci anni, in apparenza mai un problema, mai nulla fuori posto. Lui faceva l’operaio per l’azienda dell’acqua: girava a controllare i contatori, ma voleva cambiare lavoro. Lei commessa a un supermercato della catena Bennet, una persona semplice e solare, piena di voglia di vivere. "Non mi pare avessero problemi economici e non erano in carico ai servizi sociali – spiega il sindaco Alberto Rossi –. Lui era originario del paese ma non è mai entrato molto a contatto con le persone, non era interessato a fare, come si dice in questi casi, “vita di comunità“. Un uomo schivo, tutto qui. Siamo assolutamente sgomenti per quanto accaduto. Siamo una piccola comunità, ci conosciamo tutti, ed essere adesso al centro di fatti di questo genere è devastante, credetemi".

Passa un parente della coppia, parla con sindaco: "L’ho visto due giorni fa, era assolutamente tranquillo, anche se aveva gli occhi spenti. Ma non avrei mai potuto immaginare una cosa del genere". Mesenzana, 1600 abitanti, sulla strada che da Varese porta a Luino. Il lago a due passi. Giada e Alessio ci stavano bene qui. Don Michele Ravizza, 42 anni, li conosceva entrambi nonostante il sacerdote fosse arrivato in paese soltanto due anni fa: "Ora sono due angeli. Prego per loro, per il padre, e per la madre straziata da un dolore indicibile. E con me lo sta facendo l’intera comunità. Non lasceremo sola Luana e la sua famiglia, non lasceremo soli nessuna delle persone travolte da questo immenso dolore".

 

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