Il bunker della Seconda guerra mondiale (Newpress)

Marnate, 13 agosto 2014 - Diventa del Comune a costo zero il deposito-bunker di Marnate. Grazie al cosiddetto decreto del fare, e alla domanda subito presentata dal Municipio, il Demanio ha infatti deciso di trasferire, a costo zero, la proprietà della struttura bellica al Comune, il quale ha a sua volta ratificato l’operazione nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale. La struttura, secondo le intenzioni del sindaco, Marco Scazzosi, dovrà diventare presto fruibili a tutti, scolaresche in particolare.

Il presidio tedesco fu preso dai partigiani il 26 aprile del 1945: costruito a Marnate a pochi metri dai binari della ferrovia della Valmorea e dalla sede del comando nazista, ospitava solo una bomba da 700 chili pronta a esplodere. Finita la guerra il bunker fu dimenticato. A recuperarlo alla memoria collettiva è stato Mario Colombo, presidente dell’Anpi di Gorla Minore, che grazie alla collaborazione del tenente Aldo Icardi, agente dell’O.S.S. (Office of Strategic Service), comandante della missione americana Chrysler che aiutava la Resistenza, è riuscito a fare venire alla luce la verità storica sulla costruzione della fortificazione. 

Il bunker è legato al progetto ideato dal comando tedesco per recuperare l’oro estratto dalle miniere di Macugnaga che trasformato in lingotti doveva poi essere inviato in Svizzera lungo la Valmorea. Il progetto, stando sempre alla ricostruzione storica fatta da Colombo, fu affidato a Joseph Voettler, comandante del presidio tedesco delle Ss di Cernobbio che individuò come soluzione ideale il trasporto con la ferrovia della Valmorea. Ottenuta l’approvazione da Karl Wolff, comandante in capo delle SS sul territorio italiano, nel luglio 1944 partì subito la costruzione del bunker di via Lazzaretto realizzato in due mesi. Il piano prevedeva che nella piccola fortezza venisse custodito il fango aurifero che arrivava da Macugnaga per poi essere inviato a Milano per la trasformazione in lingotti che dovevano quindi ritornare nel bunker prima di prendere i binari per Mendrisio.

I nazisti per mettere le mani sull’oro dovettero però attendere il 10 ottobre 1944, quando, finita l’esperienza della Repubblica partigiana dell’Ossola, rioccuparono quei territori. Hans Leyers, generale, responsabile del RuK, organo per il controllo dell’armamento e della produzione bellica della Rsi ordinò di trasportare tutto il quantitativo ritrovato a Macugnaga nel deposito di Marnate. Ma lì non arrivò mai. Informato dell’operazione, Benito Mussolini intervenne infatti con un ordine scritto con il quale specificò che l’oro era di proprietà della Rsi a cui doveva essere consegnato. La spedizione prese così la strada imposta da Mussolini.