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21 apr 2022

La fontana è un monumento ridotto a un cestino dei rifiuti

Abbandonata al degrado l’opera dello scultore Rebesco che celebra il centenario della “Città“

21 apr 2022
rosella formenti
Cronaca
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua
Un intervento di pulizia della vasca, sempre piena di spazzatura e ormai priva dei giochi d’acqua

di Rosella Formenti

Non c’è pace per la fontana in piazza Garibaldi, l’opera è un monumento moderno, realizzato nei primi anni Sessanta dallo scultore Giuseppe Rebesco, artista noto e per decenni docente al liceo artistico, per celebrare il centenario dell’elevazione di Busto Arsizio a Città avvenuta nel 1864.

I giochi d’acqua sono fermi, le vasche purtroppo continuano a essere utilizzate dagli incivili come enormi cestini di rifiuti. Galleggia di tutto, bicchieri e vassoi di carta, residui di cibo, bottiglie, pacchetti vuoti di sigarette, dall’altro giorno ha fatto la sua comparsa anche una borsa per signora. Chissà finita lì dentro magari dopo uno scippo. La gente passa, qualcuno si ferma e osserva, un commerciante con attività nella zona allarga le braccia: " è uno spettacolo vergognoso – dice – dovrebbe essere il biglietto da visita per chi arriva in centro e invece ecco che cosa si trova davanti agli occhi, una discarica. Non è accettabile, sembra impossibile difendere la fontana dai vandali e dagli incivili".

Un monumento, dunque, che andrebbe rispettato. Ma non è così: sui lati sono comparse di nuovo scritte con la vernice spray, dentro le vasche i rifiuti, l’offesa peggiore. Un ricordo importante costantemente maltrattato e pensare che negli anni Sessanta era nato un comitato per raccogliere fondi, privati e pubblici, che andarono ad integrare il contributo garantito dalla Cassa di Risparmio delle Provincie lombarde (15 milioni di lire a fronte di un costo del progetto di 40 milioni).

Un progetto che allora in pieno boom economico era stato sostenuto con orgoglio dall’amministrazione comunale, dai cittadini, dagli imprenditori, mentre oggi la gente passa di fretta e neppure si accorge dell’opera artistica dello scultore Rebesco, non si accorge di quel bassorilievo dedicato ai valori della comunità, il lavoro, la fede, la famiglia.

Oggi ciò che si chiede è di riuscire a farla rispettare, ad evitare che continui ad essere bersaglio degli incivili e per questo da parte di numerosi cittadini si chiedono interventi urgenti. Ma c’è un’altra richiesta che arriva dalla gente, in particolare dagli anziani che chiedono la collocazione di panchine lungo i viali, per fermarsi ogni tanto durante le passeggiate.

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