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26 apr 2022

Guerra in Ucraina, Ivan Luca Vavassori rassicura: "Sono vivo"

La notizia del convoglio colpito dai russi faceva temere per le sue sorti ma l’ex calciatore torna a farsi sentire: "Sono ferito, ma nulla di rotto"

26 apr 2022
giovanni chiodini
Cronaca
Luca Vavassori, 29 anni, ex calciatore professionista
Luca Vavassori, 29 anni, ex calciatore professionista
Luca Vavassori, 29 anni, ex calciatore professionista
Luca Vavassori, 29 anni, ex calciatore professionista

Busto Arsizio, 27 aprile 2022 - Comandante Rome è vivo. Le notizie che arrivano dall’Ucraina hanno rassicurato i famigliari e gli amici di Luca Vavassori, il giovane fighter italiano, di origini russe, arruolatosi volontario per combattere a fianco dell’esercito ucraino. È stato il padre Pietro Vavassori a divulgare la notizia nella mattinata di ieri. "Sono riuscito a sentire Luca. È vivo. In Ucraina ci è andato di sua spontanea volontà... basta non chiedetemi più nulla", le sue parole, dopo che per tutta la giornata di domenica il cellulare del noto industriale del settore dei trasporti internazionali risultava scollegato. Lunedì su Instagram erano apparsi due messaggi, scritti entrambi in inglese da chi aveva avuto la possibilità di inserirsi sul profilo di Luca per dare informazioni. Il primo diceva che Luca si trovava su un convoglio colpito dall’artiglieria russa mentre stava portando in salvo dei feriti e si temeva per la vita di tutte queste persone. Il secondo diceva che c’erano stati cinque morti, altri quattro erano feriti. "La squadra di Ivan è sopravvissuta. Stanno tornando a tornare ma sono circondati da forze russe così non sappiamo quando e quanto tempo dovranno impiegarci", si leggeva. E nella notte hanno raggiunto chi avrebbe potuto curarli. Ieri, poco dopo la notizia divulgata dal padre, Luca è tornato a postare una immagine e delle parole su Instagram.

«Sono vivo, ho solo febbre molto alta, alcune ferite in varie parti del corpo. Per fortuna nulla di rotto". Nel messaggio il ragazzo ha ringraziato i suoi followers per i "messaggi di supporto che mi avete mandato". Luca Vavassori e la sua squadra nei giorni scorsi aveva deciso di operare dalle parti di Mariupol. "Con la mia squadra abbiamo deciso di fare qualcosa di più. In tre settimane - raccontava lui stesso su Tiktok gli ultimi giorni della scorsa settimana - abbiamo fatto poche azioni e non ci sentiamo coinvolti come vorremmo in questo conflitto. Aiutare di più era la cosa più importante". "Per questo abbiamo deciso di staccarci dal Reggimento e di entrare completamente nel territorio occupato dai russi per fare missioni di salvataggio nei confronti delle persone che sono state bloccate dai russi nelle varie città e che adesso sono sotto controllo loro, Questa sarà la nostra missione per qualche tempo...". E proprio svolgendo una di queste missioni il gruppo è stato colpito dall’artiglieria russa. Sulla vicenda, la procura di Milano ha aperto una inchiesta senza indagati e senza titolo di reato, che punterà a scoprire se esiste un giro di arruolamento illegale o di mercenari. Il pm Alberto Nobili ha delegato la Digos ad effettuare tutti gli accertamenti opportuni per chiarire i contorni della vicenda.

Ivan è il figlio adottivo di Pietro Vavassori, imprenditore lombardo e di Alessandra Sgarella, di Domodossola, che fu rapita alla fine degli anni 90 dall’Ndrangheta e che poi morì nel 2011 per malattia. Vavassori è un ex calciatore. È stato portiere in Serie C delle squadre Pro Patria, Legnano e Bra. Adottato in Russia, vicino a Mosca, nei mesi scorsi aveva deciso di trasferirsi in Bolivia, a Santa Cruz, per intraprendere una nuova avventura sportiva. A fine febbraio, con l’inizio della guerra ha invece lasciato il calcio per unirsi alla resistenza ucraina e arruolarsi come volontario nelle brigate internazionali

 

 

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