I due fronti di Varese: antifascisti in Comune, estrema destra in corteo con tamburi e fiaccole

Centinaia di militanti di sinistra hanno riempito Palazzo Estense per protestare contro i saluti romani al matrimonio di un camerata. In serata sfilano Do.Ra e gli altri per ricordare le vittime delle foibe

L'estrema destra in corteo a Varese
L'estrema destra in corteo a Varese

Varese – Non si sono (per fortuna) incrociate le due manifestazioni organizzate nel tardo pomeriggio di ieri in centro a Varese. Da un lato, sotto il municipio, il presidio antifascista promosso dal Comune in seguito alle nozze con saluto romano della scorsa settimana che sono finite sui giornali di tutt’Italia. Dall’altro l’iniziativa dell’estrema destra, tra i presenti il movimento neonazista Do.Ra., per commemorare il Giorno del Ricordo, che ha preso il via dal piazzale della stazione delle Ferrovie dello Stato con un corteo che, tra il suono di un tamburo e le torce portate in mano dai partecipanti, ha raggiunto piazza Monte Grappa.

All’arrivo nel salotto buono del centro, dove si è svolta la commemorazione delle Foibe, si era nel frattempo già concluso il presidio promosso dall’Amministrazione comunale nel vicino Palazzo Estense. Circa 500 i partecipanti all’iniziativa voluta dal sindaco Davide Galimberti, che dal microfono diffuso dall’altoparlante ha parlato ai varesini che hanno riempito il cortile e a quelli che sono rimasti con gli ombrelli sotto l’acqua battente.

"Vogliamo fare emergere i sentimenti veri democratici della nostra città - ha detto - in questo palazzo ha lavorato Calogero Marrone, a pochi metri da qui. Grazie ai cittadini liberi che sono intervenuti a prescindere dall’appartenenza". Quindi ha fatto riferimento al botta e risposta politico della vigilia. "Mi dispiace per le polemiche di questi giorni, questa è una manifestazione pacifica che non vuole essere contro nulla e nessuno. È per riabilitare il nome di una città che è una città antifascista".

Al suo fianco l’onorevole Alessandro Alfieri del Pd. "Sono stanco a Roma di sentire che mi dicono: “A Varese cosa combinano?“. Il modo migliore per rispondere lo diamo qui con questa piazza: Varese ha gli anticorpi per resistere". Quindi la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda. "Non devono pensare che possono disporre come vogliono dei luoghi delle istituzioni", ha detto riferendosi ai gruppi che si richiamano al nazifascismo. Tra gli altri interventi quello dei sindacati e della sezione Anpi di Varese, presente a differenza dell’Anpi provinciale, che aveva anticipato la sua decisione di non aderire con una nota diffusa in mattinata. Fermo restando la condanna per la manifestazione dell’estrema destra, che anche il presidente nazionale di Anpi aveva chiesto di annullare scrivendo al ministro Piantedosi, la presidente provinciale Ester De Tomasi spiega i motivi dell’assenza.

"Anzitutto appare inopportuna la scelta della data del 10 febbraio per una manifestazione antifascista, data in cui si commemora la giornata del Ricordo. La data del 10 febbraio è stata fissata da una legge dello stato, che intendiamo rispettare". Quindi la decisione di tutelare l’incolumità dei propri iscritti visti i timori alla vigilia per la concomitanza delle due manifestazioni contrapposte. Motivazioni simili anche alla base della scelta di non aderire da parte del Movimento 5 Stelle. Tra i presenti invece oltre a tanti cittadini comuni anche il prefetto di Varese Salvatore Pasquariello.