Rosella Formenti
Cronaca

Giovanni Bloisi, il ‘ciclista della memoria’ nominato Cavaliere da Mattarella: “Sorpresa ed emozione”

Con i suoi viaggi vuole ricordare gli eventi storici italiani ed europei e le vittime della barbarie nazifascista. Un impegno straordinario ora riconosciuto dal Presidente della Repubblica

Giovanni Bloisi

Giovanni Bloisi

Milano, 14 aprile 2024 – E’ il “ciclista della memoria”, Giovanni Bloisi, pensionato di Varano Borghi, a colpi di pedale con i suoi viaggi conserva la memoria degli eventi storici italiani ed europei e delle vittime della barbarie nazifascista, un impegno straordinario ora riconosciuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha nominato Cavaliere all'ordine e al merito della Repubblica Italiana.

“Una grande sorpresa e una grande emozione - dice - ringrazio il presidente Mattarella. Un grazie particolare anche a Ester de Tomasi e a Carolina Perfetti di Anpi provinciale di Varese che hanno segnalato al Prefetto di Varese la mia attività di ciclista della memoria”.

E dal Prefetto Salvatore Pasquariello ha ricevuto la comunicazione del riconoscimento. Da Varano Borghi nel corso dei suoi viaggi ha raggiunto Auschwitz, ha attraversato l’Ucraina e la Russia, per ricordare il sacrificio dei giovani caduti italiani, ha toccato tanti paesi portando sempre il suo messaggio di pace.

Il prossimo viaggio a maggio partirà da Ventotene, un omaggio agli ideali su cui si fonda l’Europa, che ha ottenuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Scrive Bloisi “attraverso il mio lento pedalare per le strade del mondo, desidero si comprenda l'importanza della Pace e della Fratellanza tra gli uomini, mantenendo viva la Memoria sia sulle vittime delle guerre, dell'odio, della violenza, dell'intolleranza, del razzismo e sia sulle motivazioni che portarono a tanto. Con la mia bicicletta raggiungo quegli angoli del mondo che sono stati teatro di eventi tragici e il mio viaggio diventa strumento di narrazione di quegli eventi e della storia delle persone che li subirono. Poi quando torno racconto ciò che ho visto, perché la Memoria che raccolgo deve essere condivisa”. Un impegno ora riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica.