Guardie al confine
Guardie al confine

Varese, 8 settembre 2019 - Anche se agli svizzeri costa dirlo, fanno bene anche all’occupazione interna i frontalieri che nel Canton Ticino hanno raggiunto il numero record di 66.316, ben 2.447 in più rispetto a dodici mesi fa, con il tasso di disoccupazione che è sceso a livello Confederale al 2,1%, praticamente un paradiso rispetto al 9,9% italiano. Così dopo anni di relativa flessione, la Svizzera torna a confermarsi con un aumento del 3,8% rispetto al primo trimestre del 2019 del numero di frontalieri. Nell’intera Confederazione Elvetica il numero di lavoratori impiegati che risiedono in altri Stati è aumentato del 2,4% su base annua e del 1,9% in confronto ai primi tre mesi del 2019. In totale i lavoratori stranieri sono 322.838 e più di un terzo di questi, ben 74.920 sono italiani.

Non solo, sono proprio i nostri connazionali ad aver registrato nelll’ultimo trimestre il tasso di crescita più consistente: + 3,6%, frutto dell’aumento di assunzioni nel settore terziario che da marzo a oggi ha impiegato ben duemila italiani in più. In Ticino è stato un vero e proprio boom, considerando che a fine 2018 i lavoratori italiani erano 62.053 e adesso sono ben quattromila in più. La maggior parte di chi ogni mattina attraversa il confine all’alba per arrivare in orario al proprio posto di lavoro è impiegato nel settore dei servizi che da solo assorbe 42.339 persone. Commessi, impiegati, ma anche medici, insegnanti, avvocati, professionisti e infermieri, nel corso del 2019 le imprese del Canton Ticino ne hanno assunti ben 1.926.

Secondo l'Ufficio Federale di Statistica il resto dei nostri connazionali è impiegato nell’industria, 23.382 persone (+486 dall’inizio dell’anno), poi c’è l’agricoltura che dà lavoro ad altri 539 italiani, 36 in più dall’inizio dell’anno . A livello nazionale il record di frontalieri spetta ai francesi (176.955, +1,9% sul primo semestre e +3,2% annuo) , seguono gli italiani (74.920, +3,6%, +3,7%), i tedeschi tedeschi (60.169, +0,2%, -1,1%) e austriaci (8.278, invariato, -0,5%).

Contrariamente a quanto sostenuto dai partiti di centrodestra, Lega dei Ticinesi e Udc da sempre fortissimi nel Cantone di lingua italiana, la presenza dei frontalieri non frena l’occupazione interna che pure in Canton Ticino è leggermente più bassa rispetto al resto della Confederazione, 2,4% il tasso di disoccupazione contro il 2,1% del resto della Svizzera. Come accade in Italia, gli stranieri, che in questo caso sono gli italiani, a Chiasso, Mendrisio e Lugano nella maggioranza dei casi fanno quei lavori che gli svizzeri si rifiutano di fare, anche così però la Lega dei Ticinesi ha impostato buona parte della campagna elettorale delle prossime elezioni federali chiedendo un voto contro i frontalieri.

Lo slogan «Prima i ticinesi in difficoltà» è fin troppo esplicito e tra le richieste concrete c’è il blocco immediato dei permessi G, ovvero quelli senza trasferimento di residenza che di solito sono riservati proprio ai frontalieri, per favorire la manodopera interna.