Riccardo Asperges, il Bobo Vieri di Boffalora che ha lasciato il calcio per il lancio del peso

Il sedicenne ha appena vinto i campionati italiani di atletica leggera indoor ad Ancona: “Ho iniziato quasi per gioco, poi è scattato qualcosa. Merito della promessa di una tuta nuova...”

Dal calcio al lancio del peso. Riccardo, campione a 16 anni: "Ho cominciato per gioco"

Riccardo Asperges ai campionati di Ancona

Boffalora sopra Ticino, 17 marzo 2024 – Si chiama Riccardo Asperges, ha 16 anni, vive a Boffalora Sopra Ticino e ai recenti campionati nazionali assoluti di atletica leggera indoor, ad Ancona, si è laureato campione italiano under 18 nel lancio del peso. Non male per uno che, prima del secondo lockdown, segnava gol alla Bobo Vieri nella Boffalorese…

Riccardo, com’è nata la tua passione per l’atletica e, in particolare, per il lancio del peso/martello?

"Ho iniziato a fare atletica tre anni fa. Sono andato a dare una mano a una gara campestre. Lì ho incontrato Alberto Galli, mio attuale allenatore all’ Unione Sportiva Sangiorgese. Io giocavo a calcio, ma durante il secondo lockdown sono rimasto fermo come tutti. Non facevo nulla. Ho così chiesto a mia mamma di accompagnarmi ed è cominciata la mia avventura nell’atletica".

Come sei finito a scegliere proprio questa disciplina?

"All’inizio ho fatto un po’ di lavoro in pista. Poi ho fatto i primi lanci. Ci ho messo circa un anno per imparare per bene come fare. Ricordo che, prima di una gara, ho detto a mia mamma: ‘Se oggi faccio il minimo nel lancio del martello, mi compri una tuta nuova’. Ci sono riuscito. Ecco lì è scattato qualcosa".

È vero che c’è stato un momento in cui giocavi a calcio e facevi pure atletica?

"Sì, due allenamenti di calcio e due di atletica alla settimana. Alla fine ho dovuto fare una scelta e ho deciso di lasciare il calcio".

Una scelta azzeccata, visto quello che hai combinato ad Ancona ai recenti campionati nazionali assoluti di atletica leggera indoor.

"Sono andato ad Ancona senza particolari pressioni. Volevo fare un’esperienza. L’obiettivo era arrivare tra i primi tre nel lancio del peso. Non pensavo di poter arrivare primo. Con i primi tre lanci mi sono assicurato l’accesso alla finale a otto. Poi, all’ultimo lancio, ho fatto una misura che non avevo mai fatto prima e ho vinto".

Quanto è importante il supporto dei genitori? Tua mamma faceva atletica.

"Sì, ha vinto un campionato italiano. Faceva 80 e 100 ostacoli. Mi supporta sempre, così come mio padre. Mi portano alle gare, mi danno consigli. Sono molto importanti per me".

E il calcio?

"Quando posso vado a vedere i miei amici della Boffalorese. Mi alleno quattro giorni a settimana e poi c’è lo studio che è molto importante. Ma, quando ho tempo, sto con i vecchi compagni di calcio con cui giocavo. Ancora oggi c’è chi mi chiama Bobo perché, quando giocavo come attaccante, ho segnato un gol alla Pro Patria in stile Bobo Vieri…".

Il futuro è però nell’atletica?

"Vedremo. Il prossimo obiettivo è provare a vincere i campionati italiani all’aperto a luglio, a Molfetta, sia nel martello che nel peso. Tentare di fare il minimo per gli Europei a fine luglio in Slovacchia. Un passo alla volta, con calma". A 16 anni c’è tutta la vita davanti, e Riccardo ha già iniziato alla grande.