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4 mar 2022

Cocaina destinata a mezza Lombardia: 6 arresti

La centrale dello spaccio era in un ristorante del centro di San Giorgio. Dopo anni di indagini i carabinieri sequestrano 16 chili di roba

Le intercettazioni dei carabinieri di Legnano che hanno pedinato la banda per diversi mesi
Le intercettazioni dei carabinieri di Legnano che hanno pedinato la banda per diversi mesi
Le intercettazioni dei carabinieri di Legnano che hanno pedinato la banda per diversi mesi

LEGNANO di Christian Sormani Sequestrati 16 chilogrammi di cocaina, un orologio Rolex, un’auto di lusso ed oltre 150mila euro depositati su diversi conti correnti. Questo il “bottino“ dei carabinieri di Legnano che hanno scritto la parola fine ad un traffico di cocaina che vedeva come base centrale di regia, un ristorante del centro di San Giorgio su Legnano, gestito dalla sorella di uno degli arrestati. Gli uomini finiti in manette sono sei: tre albanesi, dei quali due già detenuti per reati analoghi, e tre italiani, tutti pregiudicati. La banda era molto attiva sulle piazze di spaccio delle province di Milano, Monza e Varese. L’ordinanza del Gip del tribunale di Busto Arsizio ha condotto all’operazione dei carabinieri di Legnano nelle prime ore di martedì 2 marzo. Sono tutti soggetti di un’articolata rete di spaccio nel Legnanese, ormai da anni. Due italiani e un albanese, erano già stati arrestati in flagranza di reato in passato per i medesimi reati di oggi. In ogni caso l’esecuzione materiale è avvenuta dopo anni di intercettazioni telefoniche e video, molti dei quali girati nella centralissima via Roma, dove c’è il ristorante. I carabinieri hanno iniziato le indagini a settembre 2020 nell’ambito di un monitoraggio del fenomeno dello spaccio in zona, fino a risalire ai locali dove la coca veniva stoccata: ristorante, vari appartamenti e alcuni box. La base operativa del gruppo era proprio il centralissimo ristorante sangiorgese dove per mesi e mesi avvenivano le riunioni per definire le strategie e le modalità con cui veniva gestito il giro di spaccio. Il ristorante, gestito dalla sorella albanese di uno degli indagati fungeva da base logistica per il gruppo di spacciatori che proprio in questo esercizio commerciale decidevano come e quanta droga acquistare e smistare in zona, fra le province di Monza, Varese e Milano. Incontri quotidiani da parte di un ...

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