Il carcere di Busto Arsizio
Il carcere di Busto Arsizio

Busto Arsizio (Varese) -  Più attenzione al carcere di Busto Arsizio, dove negli ultimi mesi sono aumentati i comportamenti che hanno alzato il livello d’allarme, risse, proteste, aggressioni da parte di alcuni detenuti contro gli agenti della Polizia penitenziaria. Il problema principale della casa circondariale bustese è ancora il sovraffollamento, attualmente sono 400 i detenuti molti dei quali stranieri con difficoltà linguistiche, alcuni anche con disturbi psichici che dovrebbero quindi essere accolti in strutture adeguate. Ad accendere i riflettori sulla situazione del carcere in via Cassano gli ultimi episodi: un detenuto con problemi psichici ha dato fuoco alla cella e due agenti sono rimasti intossicati dal fumo, un altro ha finto un malore e poi ha aggredito un agente.

Nei giorni scorsi la visita di due esponenti della Lega, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri e il senatore Stefano Candiani che hanno assicurato l’impegno per portare all’attenzione del Ministro della Giustizia Marta Cartabia i problemi della struttura bustese. Un incontro importante durante il quale hanno ascoltato i rappresentanti del sindacato Uilpa, il direttore del carcere Orazio Sorrentini e il comandante della Polizia penitenziaria Rossella Panaro. La priorità è rafforzare l’organico degli agenti il cui numero è diminuito anche per i pensionamenti e i passaggi di ruolo mentre i corsi di formazione ancora non sono riusciti a garantire nuovi arrivi. "È evidente la carenza di organico della polizia penitenziaria – ha sottolineato Candiani- una situazione che sommata al sovraffollamento che si registra nella casa circondariale bustocca raddoppia un problema già di sé grave,non è pensabile che un numero esiguo di agenti possa operare al meglio a fronte di 400 detenuti".

Anche l’europarlamentare Tovaglieri ha ribadito la necessità di intervenire sull’organico, quindi ha posto l’accento sulla presenza nel carcere bustese di alcuni detenuti con problemi psichici, situazioni che devono essere trattate in strutture adeguate, le Rems (residenze per l’esecuzione misure di sicurezza) che però non hanno posti sufficienti. In Lombardia, ha ricordato qualche giorno fa, dopo l’episodio del detenuto che ha dato fuoco alla cella, il direttore Sorrentini, esiste solo a Castiglione dello Stiviere, " ma i posti non bastano e c’è una lunga attesa". Dunque un problema nel problema mentre in carcere mancano in numero sufficiente anche gli psicologi per poter affrontare casi così complessi. Interventi sono richiesti anche per la struttura per sistemare le infiltrazioni che interessano alcune parti del tetto e ampliare gli spazi di svago per i reclusi e per gli agenti, proprio i detenuti, ha sottolineato Tovaglieri potrebbero essere coinvolti nei lavori di ampliamento degli ambienti. Prossimo passo dei due esponenti leghisti portare i problemi del carcere bustese all’attenzione del Ministro Cartabia affinchè al più presto possano trovare risposte concrete le richieste di miglioramenti, a cominciare dal rafforzamento dell’organico della Polizia penitenziaria. Appuntamento a dicembre per fare il punto della situazione.