ALESSANDRO LUIGI MAGGI
Sport

Inter-Calhanoglu, si riparte. San Siro riabbraccia il turco

Dopo i mal di pancia estivi e il rischio separazione, domani Hakan titolare. Il tecnico Chivu lo vuole in cabina di regia con Barella e Sucic ai suoi fianchi.

Hakan Calhanoglu debutta domani a San Siro nel campionato 2025-2026 dopo aver saltato la sfida contro il Torino a causa della squalifica

Hakan Calhanoglu debutta domani a San Siro nel campionato 2025-2026 dopo aver saltato la sfida contro il Torino a causa della squalifica

Domani sera contro l’Udinese tornerà in campo Hakan Calhanoglu. Il regista turco ha scontato la squalifica nella prima giornata e ora è pronto a riprendersi l’Inter, in una stagione che potrebbe essere l’ultima con i colori nerazzurri addosso. Il contratto in scadenza nel 2027, infatti, rende questo campionato il penultimo sotto vincolo contrattuale: la prossima estate non è escluso che si vada verso una separazione “dolce“, salutandosi dopo un percorso condiviso con trofei, soddisfazioni, rotture momentanee e episodi estremamente amari.

Il presente dice che Chivu lo riproporrà in cabina di regia con Barella e Sucic ai suoi fianchi (intanto pare che il Newcastle abbia chiesto Frattesi all’Inter, voci su un prestito con diritto di riscatto a 40 milioni). E’ il tempo di mettere mano alle ferite estive, cercando di riportare il bene comune al centro. Prima l’infortunio rimediato in finale di Champions e aggravato nella tournée americana, poi le polemiche interne, quindi la pace mediatica: col Torino l’Inter è ripartita, ora tocca al turco.

Noti i fatti. Dopo l’eliminazione dal Mondiale per club, Lautaro aveva puntato il dito verso alcuni compagni, e il presidente Marotta aveva fatto il nome di Calhanoglu. Da lì la replica di Hakan sui social, parole dure che hanno acceso il caso: "La storia ricorderà chi è rimasto in piedi e non chi ha alzato la voce". Le frasi hanno spaccato lo spogliatoio, in apparenza. Al post del turco aveva messo like Marcus Thuram, senza passare inosservato. Calhanoglu aveva poi chiarito: mai tradito l’Inter, mai detto di non essere felice, anzi, più volte aveva rifiutato offerte importanti per restare a Milano. Ha rivendicato le scelte del passato e ribadito il rispetto per la maglia, concludendo con un pensiero sul futuro: "Lo vedremo, ma la mia forza è sempre stata quella di assumermi responsabilità, non di cercare scuse".

In mezzo, settimane di speculazioni: voci di un ritorno in Turchia, tra Galatasaray e Fenerbahçe, e di un addio imminente. A spegnere tutto era stato l’agente Stipic, negando qualsiasi trattativa e confermando la volontà del suo assistito di restare all’Inter. Poi lo stesso Calhanoglu ha chiuso definitivamente la questione: "Resto all’Inter, sono contento. Con Lautaro è tutto chiarito, quando tornerà lo abbraccerò". Resta il nodo del rendimento. La scorsa stagione è stata condizionata da stop fisici e il contributo non ha rispettato le attese. A 31 anni compiuti, Calhanoglu ha però la possibilità di rilanciare la propria leadership tecnica e mentale, guidando ancora una volta il centrocampo nerazzurro. È una missione personale e collettiva: dimostrare di poter essere ancora un perno, in una squadra che ha già avviato il ricambio ma che avrà bisogno delle sue geometrie. E allora, rieccolo l’uomo chiamato a prendere il timone del comando. "E’ un giocatore importante, presente e futuro dell’Inter" le parole di Beppe Marotta. Al campo la parola.

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