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Il rock e i Beatles per scalare "Le montagne": il nuovo singolo di Max Elli

In anteprima il video del nuovo brano del chitarrista e autore da Nek a Jovanotti e Gue Pequeno

di MARCO GALVANI

Milano – Una sera, dopo un concerto, Mauro Pagani gli disse: “Noi, quando suonavamo non pensavamo mica a fare successo. Il successo è un incidente di percorso”. Ecco, appunto. “La musica non era il mio piano A. E' accaduto. Punto”. Max Elli ce l'ha nel sangue. Tanto per dirla alla Lou Reed, la parte più importante della sua religione è suonare la chitarra. Ma anche scrivere e produrre. Lo ha fatto (e continua a farlo) per alcuni tra i grandi della musica italiana - Nek, Cremonini, Jovanotti, Gue Pequeno, Chiara Galiazzo, Mahmood, Tommaso Paradiso, Jack Jaselli. Ha anche prodotto e suonato la title track del film 'L’estate addosso' di Muccino scritta e interpretata da Jovanotti e Jack Jaselli, e la colonna sonora di Braccialetti Rossi.

Da un paio d'anni è tornato fisso al fianco di Nek senza mai trascurare l'insegnamento al CPM di Milano. “Ho calcato i palchi di tutta Italia e dopo tanti anni passati a scrivere e suonare le canzoni di altri ho sentito il bisogno di 'fermare' questo mio tratto di vita musicale scrivendo, cantando, suonando e producendo cose mie - confessa Max -. Ho avuto l'esigenza di metterci la faccia”. Che, in realtà, un po' c'è sempre stata, ma “forse mancava quella maturazione che ti porta a uscire allo scoperto”. Lo ha fatto con il primo album (Get the love you want) nel 2018, a dicembre con il singolo 'Vivere o Morire' e adesso con 'Le montagne', da oggi in rotazione in radio e sulle piattaforme streaming. Accompagnato da un videoclip diretto da Gianluca Riva che racconta, a tratti in slow motion, il senso di Max per la musica e per la condivisione. In ogni piega della vita.

“Quando in un rapporto vengono a mancare la comunicazione e la condivisione, le strade cominciano a dividersi – racconta l'artista milanese -. Solo un sentimento mai spento e la voglia di rimettere le cose a posto fanno cambiare le carte sul tavolo: una giornata di sole, che lascia vedere le montagne in lontananza, diventa metafora di cambiamento”. Racconti su un sound che fa respirare la doppia anima di Max, “cresciuto con il soul, il blues, il rock e i Beatles”, ma anche con i cantautori italiani come Fossati, Dalla e De Gregori. “Quello che più mi spaventa in un qualsiasi rapporto è il fatto che tutto possa finire per la mancata attenzione e cura nei confronti dell’altro, per noia o per le futili frustrazioni che ognuno di noi prova verso se stesso quotidianamente – si racconta -. Le montagne sono simbolo di maestosità e di durevolezza nel tempo e difficilmente si riesce ad arrivare in vetta da soli”.

Nel video ci si muove in due ambientazioni: una casalinga, dove Max riguarda dei vecchi filmati, l’altra è uno spazio aperto con le montagne sullo sfondo a simboleggiare la possibilità di un nuovo inizio, di un cambiamento. “La mia montagna? Direi proprio la musica – ammette Max -. E' lì, nessuno la può distruggere. Ed è una continua scalata. Perché arriva sempre qualcosa o qualcuno che ti stupisce”. Come quando a 15 anni: “Il mio primo concerto, quello che mi ha cambiato la vita, è stato allo stadio Brianteo di Monza con Elton John ed Eric Clapton”. Nel mezzo una serie di 'incidenti di percorso' e quell'innato bisogno di stare su un palco. O meglio di tornarci il più presto possibile, appena ripartiranno i live. Nel frattempo “sto scrivendo tantissimo”.