In una Milano che corre c’è un quartiere che "scorre". In Darsena per gli aperitivi con la poesia di Alda Merini

In questo angolo di Milano non mancano i monumenti: i turisti possono fermarsi a fare aperitivo accanto alle acque dei due Navigli

In una Milano che corre. C’è un quartiere che "scorre". In Darsena per gli aperitivi con la poesia di Alda Merini

In una Milano che corre. C’è un quartiere che "scorre". In Darsena per gli aperitivi con la poesia di Alda Merini

Milano – Se NoLo è l’insieme delle parole Nord Loreto, NaPa è la crasi di Naviglio Pavese, e indica il distretto all’interno del Municipio 5, nato dall’iniziativa di un gruppo di ristoratori-creativi.

Un po’ come NoLo, anche NaPa si evolve con un marketing “dal basso“, così l’obiettivo di NaPa è quello di mostrare sotto un altro profilo, non ultimo quello più gustoso del food, tutta l’area del Naviglio Pavese, negli ultimi tempi virata tanto, forse un po’ troppo, sul commerciale, oltre a creare un dialogo tra centro e periferia.

I Navigli si sa, sono uno dei posti più amati di Milano oltre ad essere il quartiere più frequentato da giovani e turisti perché i monumenti non mancano: la Basilica di Sant’Eustorgio o San Lorenzo alle Colonne, altro pilastro della vita notturna milanese. I Navigli che fanno assomigliare tanto quella parte di Milano a una piccola Venezia sono uno dei simboli della città, e allora perché non giocare a fare i turisti nella propria città?

Passeggiare accanto al Naviglio Pavese e poi fermarsi per un aperitivo o per un po’ di shopping tra le diverse botteghe artigiane. Nati come un intricato sistema di canali navigabili per essere utilizzati per il trasporto di persone e merci, i Navigli rappresentavano delle vere e proprie vie di comunicazione tra il lago Maggiore, il lago di Como e rappresentavano sicuro un efficace collegamento tra Milano e le altre città europee.

E cosi, Napa anche per la sua lunga storia mantiene un fascino che si alimenta oggi con il contrasto tra le case di ringhiera, con i lunghi ballatoi, le vecchie botteghe, i loft e le ex fabbriche riqualificate. Su quelli che un tempo erano prevalentemente vie dell’acqua, oggi si affacciano negozi di abbigliamento che strizzano l’occhio ai più giovani misti a botteghe di antiquari, atelier d’arte, librerie, ma soprattutto bar e ristoranti che animano la vita notturna milanese.

L’area, poi, è stata completamente riqualificata durante l’Expo: perché l’apertura del Naviglio Grande è stato un cambiamento che ha permesso di creare nuovo spazio lungo la Darsena. Questa zona diventata la meta delle serate estive di chi resta in città riesce ancora a conservare la sua pittoresca atmosfera tra il popolare e il bohèmien. E poi stradine strette, costellate da locali, ristoranti, negozietti, edifici storici, musei e cortili che sono tutti da scoprire. Passeggiando una sosta è d’obbligo al Vicolo dei lavandai dove le donne sbattevano i panni sulle assi di legno appoggiate alle pietre inclinate che ancora sono lì a raccontare una storia.

E poi ci sono i ponti quello di ferro "Il pont de ferr" e quello in pietra dedicato alla grande poetessa dei navigli Alda Merini ora pieno di lucchetti degli innamorati. Questo ponte attraversa il naviglio proprio di fronte alla casa dove la Merini visse i suoi ultimi anni. Questa via e questa storia hanno incantato anche il New York Times che annovera la via fra le strade più intense d’Europa. La “Signora dei Navigli” Alda Merini, la celebre poetessa, ha trascorso la maggior parte della sua vita in questo quartiere. Oggi si può visitare la casa dove lei ha vissuto, tutto il suo mondo è condensato in uno spazio ristrettissimo perché come diceva la Merini: "Il disordine mi è necessario. Nessun poeta può creare nell’ordine". L’appartamento grazie all’impegno delle figlie e delle istituzioni, è diventato un luogo consacrato alla sua memoria: lo Spazio Alda Merini, attualmente gestito dall’associazione culturale La Casa delle Artiste.

Ci si trova dentro tutto l’universo della poetessa, una distesa di oggetti che hanno riempito gli ultimi anni della sua vita, come la macchina da scrivere e interi blocchi di parete, originariamente collocati dietro il letto, sui quali la poetessa scarabocchiava disegni e appuntava con il rossetto i numeri di telefono degli amici.

E poi, da non perdere, ogni ultima domenica del mese c’è il mercato dell’antiquariato più bello e ricco di Milano. Basta andarci all’apertura quando ancora c’è poca gente per ritrovarci delle chicche, come i vecchi cappellini della nonna o abiti anni trenta che sono quasi da collezione.

Che bello rivedere la storia di abiti a bigiotteria, copiati dai grandi stilisti, accostati a mobili, soprammobili e complementi di arredo. I Navigli restano un mondo a parte e, in una Milano che corre, è l’unico luogo in cui Milano scorre.