La strada provinciale numero 29 della Valfurva chiusa al traffico
La strada provinciale numero 29 della Valfurva chiusa al traffico

Valfurva (Sondrio), 23 agosto 2019 - «Il vertice in prefettura, dal nostro punto di vista, è andato male. La richiesta è minima: che sia risolto un problema». Il vicesindaco di Valfurva, Luca Bellotti, al termine del vertice in prefettura di mercoledì pomeriggio, trasmette tutta l’esasperazione di una popolazione che da 35 anni aspetta una risposta. La frana del Ruinon, che negli ultimi mesi si è «risvegliata», ha messo in ginocchio la località turistica dell’alta Valle, ma ciò che sembra fare più male è la solitudine che gli abitanti del paese avvertono, rispetto alle istituzioni. Cittadini che vivono nella paura di un crollo e soprattutto nella paura del futuro: un futuro che si fa sempre più nero. Se, come chiedono, non verrà presa una decisione al più presto.

«Non si può abbandonare una località in questo modo – prosegue Bellotti –. Abbiamo mandato a Roma anche la richiesta dello stato di calamità. Se non verrà fatto niente, su quel tavolo, a palazzo Muzio, arriveranno le chiavi degli alberghi e delle case della gente di Valfurva. Non abbiamo visto nessuno qui in paese, fatta eccezione per l’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Siamo stanchi. Il nostro è un Comune della Lombardia, è inaccettabile che in una Regione come la nostra ci sia un tale disinteresse. Valfurva è una località rinomata e frequentata e se non verrà fatto nulla a risentirne saranno tutti i paesi dell’alta Valtellina».

Nel corso dell’incontro in prefettura la Regione si è resa disponibile a stanziare il denaro necessario a un disgaggio: «I soldi ci sono, ci hanno riferito, ma serve un ente che attui il disgaggio e nessuno si è reso disponibile in tal senso. La strada è provinciale, eppure la Provincia non fa nulla. È doveroso ringraziare Ugo Parolo per aver acceso i riflettori sul problema, anni fa, e aver impostato il dialogo con le istituzioni. Ora c’è bisogno che si intervenga, il problema è grosso», conclude il vicesindaco.

«Nella riunione di mercoledì, il Comune di Valfurva ha insistito nell’appello urgente di far brillare i massi, senza ottenere alcun riscontro concreto. Gli stessi operatori economici mi invitano, a questo punto, in qualità di loro legale – fa sapere l’avvocato Ezio Trabucchi - a rendere pubblica la propria intenzione di presentare un esposto/denuncia alle autorità competenti al fine di sollecitare diversi interventi, tra i quali appunto l’attuazione, a scopo preventivo, del disgaggio dei massi pericolanti (quello caduto era noto fosse instabile)». Intanto, con una ordinanza, la Provincia ha chiuso la strada provinciale 29 al traffico pedonale e veicolare, non essendo possibile, al momento, ripristinare il tratto stradale danneggiato dal pesante masso caduto martedì. Per oggi, venerdì, è prevista un’assemblea urgente della Comunità Montana Alta Valtellina per esaminare la situazione di isolamento di Santa Caterina.