Abusi sui bambini (Foto d'archivio Ansa)
Abusi sui bambini (Foto d'archivio Ansa)

Santa Caterina Valfurva (Sondrio), 21 marzo 2019 - Oggi ha 76 anni, all'epoca dei terribili fatti per cui è stato condannato ne aveva 63 e sabato, dopo 13 anni, per lui si sono aperte le porte del carcere. Si è costituito al carcere di Bollate dopo la condanna definitiva A.M.M, originario di Acireale (Catania) e residente a Peschiera Borromeo (Milano), accusato di abusi sessuali nei confronti di un ragazzino durante un campeggio estivo organizzato dalla parrocchia a Santa Caterina Valfurva. L'uomo ieri è stato condannato a cinque anni e sei mesi dalla Corte di Cassazione, e la condanna quindi ora è definitiva.

Il 76enne nel 2006 abusò per due volte di uno dei tanti bambini che, ogni anno, da Tradate andavano in campeggio a Santa Caterina Valfurva. All’epoca dei fatti prestava opera di volontario per una parrocchia della località del Milanese e accompagnava i ragazzini. Una sentenza, quella della Suprema Corte, che ha confermato il verdetto della Corte di Appello di Milano con il quale il pensionato era stato anche condannato a risarcire 90 mila euro alla vittima e ai suoi genitori, entrambi rappresentati in qualità di patrono civile dall’avvocato Augusto Basilico.

«Siamo soddisfatti che sia stata finalmente posta fine a una vicenda giudiziaria che andava avanti da ormai quasi 13 anni e che si è giustamente conclusa con la condanna definitiva dell’imputato», ha commentato l’avvocato Basilico. Nel corso del processo d’appello, un’esperta in psicologia giuridica aveva giudicato attendibile il racconto della vittima della violenza da parte dell’uomo.

Anche perché non si era trattato di un episodio isolato. In primo grado, il Tribunale di Sondrio l’aveva infatti condannato a sei anni e sei mesi perché c'era anche un altro capo di imputazione. A determinare lo sconto di pena in appello, poi, il fatto che una terza violenza sessuale, commessa nel luglio del 2003 nei confronti di un 13enne pure lui originario della zona di Tradate e in vacanza in Valtellina, a Lanzada, è stata dichiarata estinta per intervenuta prescrizione dalla Corte d’Appello. Prescrizione che però non ha cancellato il diritto al risarcimento di 50 mila euro da parte della seconda vittima.