L'alpinista Lola
L'alpinista Lola

Sondrio, 10 marzo 2019 - Il progetto di Ersaf per l’adeguamento dei sentieri della Riserva naturalistica della Val di Mello continua a far discutere: a schierarsi contro la proposta anche l’alpinista disabile Eleonora “Lola” Delnevo. In seguito alla presentazione del progetto – che però, nella sua variante definitiva verrà presentato al Comune di Val Masino solamente entro la fine di marzo – in molti, hanno avanzato seri dubbi sull’opportunità di realizzare un tracciato – proposto dall’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste, al costo di 400mila euro – accessibile ai disabili che potrebbe avere notevoli ripercussioni in un ambiente alpino ad alta naturalità. Il progetto, da attuare su un circuito ad anello lungo circa 3 km, prevederà alcuni interventi straordinari, tra i quali la sostituzione di tutte le passerelle e i camminamenti – ora in tronchi grezzi – che permettono di superare torrenti, ruscelli ed avvallamenti, al fine di consentire il transito anche ai soggetti maggiormente fragili. Polemiche sono scaturite dall’ipotesi che il tracciato, in alcuni punti – in particolare nei passaggi tra massi, per loro stessa natura impervi e stretti – possano venire allargati tramite l’utilizzo di ruspe, fino a trasformare un sentiero alpino in qualche cosa di molto simile ad una pista. A schierarsi contro il progetto anche Eleonora “Lola” Delnevo, alpinista bergamasca rimasta paralizzata dopo una caduta in quota.

La sportiva, lungi dall’essersi fatta abbattere dal tragico incidente – Delnevo è riuscita, con la sola forza delle braccia a scalare la parete granitica californiana di El Capitan – si è dimostrata poco solidale con il progetto che prevede l’abbattimento delle barriere naturali che impediscono alle persone affette da disabilità l’accesso alla riserva della Val di Mello: «Credo sia normale – ha commentato sul sentiero della Val di Mello – superare le barriere senza pretendere che gli ostacoli vengano rimossi. Se voglio andare in una riserva naturale ma non lo posso fare con le mie gambe trovo il modo di farlo senza modificare l’ambiente che mi circonda. Se le barriere venissero abbattute ci priveremmo del piacere di “conquistare” gli ostacoli. In Val di Mello non capisco – tenendo conto anche del fatto che in Val Masino già esistono tracciati accessibili a tutti – per quale motivo si debba stravolgere una riserva naturale che si è riusciti a mantenere incontaminata. Poco chiari anche i progetti: in base a quanto si è riusciti a capire la proposta è quella di allargare il sentiero fino ad un metro e 20 per consentire il transito alla jolette che, però, non hanno bisogno di tutto quello spazio per poter transitare. Sarebbe bello poter visionare le carte per potersi rendere conto della reale entità della proposta di Ersaf».