
Potranno i Giochi olimpici invernali lasciare in provincia una legacy, cioè un’eredità, anche in termini di miglioramento dei servizi sanitari...
Potranno i Giochi olimpici invernali lasciare in provincia una legacy, cioè un’eredità, anche in termini di miglioramento dei servizi sanitari per i cittadini? Sì, almeno questo è quanto ha assicurato nell’incontro di giovedì a Sondrio con i portatori d’interesse del territorio l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso (foto), assumendosi pure ogni responsabilità delle nuove nomine ai vertici di Asst dove ora c’è Ida Ramponi e Ats della Montagna, ora guidata da Monica Fumagalli.
Eppure c’è chi – e non da penna più veloce del web, ma da medico e consigliere comunale di Sondrio Democratica - a queste rassicurazioni non crede, anzi, le definisce "una presa in giro, scelte inspiegabili che penalizzano una sanità già allo stremo". Lo stesso sindaco di Sondrio, nei giorni scorsi, aveva definito la sostituzione dei direttori Petronella (Ats) e Fumagalli (Asst) un "avvicendamento che non trova spiegazioni" e Spolini ora ribadisce la necessità che Scaramellini anche in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci "sostenga fortemente la richiesta di un cambiamento di rotta sulla politica sanitaria provinciale da parte di Regione Lombardia. Con questa ultima scelta, insensata ed immotivata – dice il medico-consigliere - sembra ormai palese che per i vertici regionali e conseguentemente ai partiti di maggioranza che sostengono la Giunta regionale la situazione della salute dei cittadini valtellinesi e valchiavennaschi non sia un problema primario. Appare, infatti, inspiegabile sia in termini di efficienza che di progettualità procedere alla sostituzione dei vertici di Asst ed Ats, nominati neppure un anno fa. Tale situazione si ripercuoterà sicuramente, soprattutto per quanto concerne Asst, in una inevitabile fase di stallo". S.B.