
Un senzatetto (foto di archivio)
Sondrio – Chi pensava che con la chiusura definitiva del bar di piazzale Bertacchi teatro di numerose risse (e con un record non certo invidiabile di sospensioni licenza) la zona della stazione ferroviaria avrebbe riacquistato decoro e tranquillità, pensava sbagliato. Stesso discorso per chi ha brindato alla “liberazione” dei giardini Sassi dagli homeless che li avevano eletti a propria residenza, con buona pace dei frequentatori tradizionali. Il problema, per così dire, resta.
Si sposta, semmai. Dal parcheggio sotto piazza Garibaldi a quello di piazzale Merizzi, da uno scantinato all’altro. E non serve recarsi nelle zone più periferiche. Il caso più recente riguarda il “ritorno al passato” del retro di quella che per vent’anni è stata la redazione de “La Provincia di Sondrio“, a lungo ricovero di numerosi senza dimora lì sistemati stabilmente con tanto di materassi e cartoni (per le necessità corporali si servivano di prato e siepi del condominio).
Da una manciata di giorni la zona, un grande spazio aperto riparato da un vasto soffitto, è stata totalmente sgomberata, i muri ritinteggiati: nulla rimanda alla sporcizia e al degrado di prima. Così come nulla, almeno per ora, rivela che diverse persone – sabato sera almeno quattro – abbiano scelto come propria stanza da letto l’androncino davanti all’ingresso del centro di telefonia Vodafone che affaccia sui giardini di piazzale Bertacchi.
Lì dalla scorsa settimana si ricoverano, verso le 22, ed evidentemente alle luci dell’alba si premurano di andarsene senza lasciare traccia, forse proprio con la speranza di non essere cacciati. Sorpresi i proprietari del negozio che, al pari dei vicini colleghi, una volta terminato l’orario di apertura non frequentano la zona.
“Ho avuto una segnalazione nei giorni scorsi da una signora che abita qui sopra e, ieri, da un’amica – racconta Marco Faldrini, uno dei due soci –. Entrambe erano piuttosto spaventate, nessuno le ha importunate, ma di certo per chi passa non è un bel vedere. La zona è quella che è, lo sappiamo, è successo anche che qualcuno a metà pomeriggio abbia preso le nostre vetrine per una toilette e abbia orinato di fronte a noi e ai nostri clienti, purtroppo. Ma che l’androncino, che peraltro è proprietà privata, diventasse un ricovero per la notte, questo non lo avrei mai immaginato. Segnaleremo al Comune”.