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Dubino (Sondrio), 8 novembre 2018 - Le associazioni ambientaliste hanno qualcosa da ridire in merito al programma di interventi strutturali a sostegno della mobilità ciclopedonale e in particolare alla realizzazione della passerella sul fiume Adda nei Comuni di Colico (Lecco) e Gera Lario (Como) per il collegamento del Sentiero Valtellina alla Riserva naturale del Pian di Spagna–Lago di Mezzola. Legambiente, Wwf, Cros Varenna e Orma, riunite nel gruppo “Occhi sul Pian di Spagna”, hanno inviato una lettera agli Enti (Comunità montana Valtellina di Morbegno, Comune di Colico, Riserva naturale Pian di Spagna-Lago Mezzola, Comune di Gera Lario) che hanno sottoscritto l’accordo.

«Vogliamo richiamare la loro attenzione sulla necessità, prevista dal Piano di gestione, di proteggere quest’area da un attraversamento, specie nelle fasce più delicate, di numerosi camminatori e ciclisti che non siano specificamente interessati ad una visita consapevole – spiega William Vaninetti, referente per il Wwf in provincia di Sondrio, per conto delle associazioni -. Riteniamo utile favorire una mobilità ecosostenibile di collegamento interprovinciale e ci pare più appropriato parlare non di collegamento alla Riserva naturale, ma di collegamento tra il Sentiero Valtellina e i percorsi esistenti nella Valchiavenna e verso il ponte del Passo, attraverso il completamento della ciclo-pedonale dal ponte sull’Adda lungo i segmenti della statale 36 e della statale 340 che ne sono sprovvisti. La nostra presenza attiva in Pian di Spagna da vari anni ci ha permesso di conoscere a fondo la qualità di questa riserva naturale, la più grande dell’arco alpino e la sua vulnerabilità come pure la scarsa sensibilità delle popolazioni e di alcune amministrazioni per il rispetto e la sua valorizzazione».

Il gruppo, in sostanza, è favorevole all’ipotesi di due ciclabili, una che affianca la statale 340 per collegare il ponte del Passo al ponte sull’Adda, e l’altra lungo la statale 36 dal ponte dell’Adda fino a Verceia. «Ci piacerebbe averne conferma e di conoscere una previsione dei tempi di realizzazione, in particolare della prima opera che riteniamo prioritaria – prosegue Vaninetti -. Se così sarà, le aree naturali verranno preservate dai collegamenti ciclopedonali diffusi. Resta da definire l’attraversamento del fiume Adda. Pensiamo che possa essere condivisa la convinzione che è bene risparmiare risorse pubbliche ed evitare la costruzione di manufatti impattanti sul paesaggio della foce e sui voli degli uccelli migratori. Di conseguenza il progetto, che persegue il semplice obiettivo di agevolare l’attraversamento sicuro del fiume a pedoni e ciclisti, deve esplorare tutte le soluzioni possibili, compreso l’utilizzo delle strutture esistenti, opportunamente adeguate».