Verceia (Sondrio), 7 luglio 2018 - È inaccettabile morire quando si è al lavoro. Lunedì è successo a due operai della provincia di Sondrio e ieri si sono svolti i funerali di Oscar Fascendini 36 anni di Verceia e Carlo Venini, 24 anni, di Ardenno, che lunedì scorso hanno perso la vita in un incidente sul lavoro in Svizzera. Alle 16 in tantissimi, soprattutto giovani, si sono riversati nella chiesa parrocchiale di Ardenno per un commosso addio all’amato Carlo. Nelle prime file della chiesa i genitori, a cui amici e familiari si sono stretti, condividendo il dolore per la morte del geometra. Nonostante la giovane età, Carlo vantava una solida esperienza sui cantieri ticinesi, soprattutto quello della galleria ferroviaria del Ceneri, nell’ambito del quale è stato impiegato sul fronte di Sigirino. Terminata quell’esperienza, aveva trovato lavoro dallo scorso marzo nel cantiere di Camorino. Un lavoro che svolgeva con passione e capacità, per poi tornare nel fine settimana dagli amici e alle altre sue passioni, la montagna ad esempio, in sella alla mountain bike d’estate, con gli sci ai piedi d’inverno.

Due ore dopo Verceia si è stretta ai famigliari di Oscar la moglie Alida, e i figli Asia e Juri. Serio e capace lavoratore impegnato da anni in Svizzera, Oscar era un operaio, ma era anche e soprattutto un meraviglioso marito, papà, un amico. «È un evento che segna la nostra comunità – ha detto con emozione il sindaco Flavio Oregioni – che ha la capacità di dimostrare in questi momenti, la vicinanza e il coraggio di sostenere i famigliari». A officiare le esequie il parroco don Gianni Dolci affiancato da don Claudio Scaramellini, originario di Verceia. «Oggi ci ritroviamo riuniti a suffragare insieme ai parenti e amici, l’anima di Oscar – ha detto quest’ultimo – per affrettagli il soggiorno di gloria e felicità del Paradiso». Confuse tra la folla, due autorità: Claudio Zali, presidente dell’esecutivo del Canton Ticino e il prefetto di Sondrio Giuseppe Mario Scalia. «Ho visto la moglie Alida, in questo tragico momento, una donna molto coraggiosa – ha detto il Prefetto – la figlia Asia la conoscevo da tempo, per me è una figlia, le vorrò sempre bene perché quando l’ho conosciuta mi ha dato coraggio. A lei e alla mamma ho chiesto di pregare perché con la preghiera si supereranno gli ostacoli in avvenire. Perché Oscar per loro è un angelo».