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19 gen 2022

"Morelli, la Regione mantenga le promesse"

Sondalo, il Movimento popolare di rinascita e autonomia dell’ospedale chiede che gli impegni assunti da tempo vengano rispettati

fulvio d’eri
Cronaca
L’avvocato Ezio Trabucchi alla guida del Movimento popolare di rinascita e autonomia dell’ospedale “Morelli“
L’avvocato Ezio Trabucchi

Sondrio - Il Movimento popolare rinascita Morelli autonomo chiede a Provincia di Sondrio, ai sindaci dell’Alta Valle e ai presidenti delle Comunità Montane di Tirano e dell’Alta Valtellina di far presente a Regione Lombardia gli impegni presi a suo tempo in merito all’ospedale Morelli di Sondalo. Impegni che, secondo il movimento popolare, la Regione non ha mantenuto affatto. Ma quali sono questi impegni? Ce li ricorda il presidente del Movimento popolare rinascita Morelli Ezio Trabucchi. "In primis – dice Trabucchi -, con deliberazione del Consiglio regionale n. XI°/1859 del 04.05.2021, Regione Lombardia si è impegnata a ripristinare a Sondalo tutte le attività, servizi e reparti presenti prima dello scoppio della pandemia Covid-19, a cominciare dalla ricostituzione del Dipartimento di Emergenza Urgenza ed Accettazione (DEA) di II° livello. L’attuazione dell’impegno de quo doveva essere preceduta dalla predisposizione di un puntuale cronoprogramma. Inoltre Regione avrebbe dovuto ripristinare altresì, sempre presso il Morelli, l’unità spinale unipolare, ufficialmente costituita con la L.R. Lombardia 12.05. 1990 n. 57 e riconosciuta dall’allora Ministero della Sanità e, infine, a far data dal giugno 2020, a costituire presso il VI° padiglione del “Morelli“ il Centro, isolato ed autonomo, per la gestione delle malattie infettive, tale da evitare ogni possibile promiscuità con le attività ospedaliere ordinarie".

Qual è la situazione? "Ebbene, nessuno di questi impegni è stato sinora mantenuto in modo integrale e compiuto, con le gravissime ripercussioni sull’offerta sanitaria dell’ospedale sondalino, penalizzato e compromesso in molte delle sue funzioni e prestazioni. Peraltro l’accorpamento ricorrente delle alte specialità con altri reparti sta riducendo drasticamente i posti letto e l’efficacia delle stesse. Superfluo poi sottolineare che l’attuale situazione pandemica non può giustificare ritardi e/o omissioni nell’attuazione degli obblighi predetti e la popolazione locale (oltre ai numerosi turisti) non può più tollerare questa condizione, che lede il sacrosanto diritto ad avere un’assistenza sanitaria ed ospedaliera adeguata e senza costi aggiuntivi, come invece sta avvenendo con il ricorso, sempre più frequente negli ultimi mesi, a strutture ed a prestazioni private". Agli Enti chiamati in causa cosa chiedete? "La loro azione appare debole e incerta e, pur assicurando loro il massimo sostegno (nonostante i sindaci non si vogliano confrontare con noi ndr), sollecitiamo gli Enti ad una determinata iniziativa istituzionale volta a chiedere a Regione Lombardia l’attuazione degli impegni assunti".
 

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