Il dottor Salvatore Marra, 76 anni, di Morbegno, assolto con formula piena
Il dottor Salvatore Marra, 76 anni, di Morbegno, assolto con formula piena

Morbegno (Sondrio) -  «La mia vita è stata stravolta. Da quella notte, quando alle 3, mentre dormivo, hanno suonato al campanello per arrestarmi e portarmi via, come fossi uno dei più pericolosi criminali. Tanti amici e conoscenti, da allora, si sono allontanati, salvo poi, più avanti, alcuni di loro riavvicinarsi, avendo capito che ero stato vittima di un errore giudiziario...". All’indomani della piena assoluzione, il dottor Salvatore Marra, oggi 76enne, parla da uomo libero nella sua abitazione di Morbegno. «Ho dovuto aspettare 11 anni e mezzo per avere finalmente riconosciuta la mia completa estraneità nell’inchiesta “Eventi Valtellinesi” detta anche “sistema Passamonti” - racconta l’ex segretario generale e direttore della Comunità Montana di Morbegno, l’11 giugno 2010 fermato con accuse pesanti -. A processo ci sono poi finito con la sola imputazione di concussione, archiviate le altre. Sono stato condannato, in primo grado a Sondrio, a 4 anni e sei mesi, poi con una sentenza copia-incolla della prima in Appello a Milano a 4 mesi in meno".

Gli avvocati Fabio Viglione, con la collega Stefania Treglia dello stesso studio di Roma, per conto di Marra hanno impugnato la sentenza e lo stesso hanno fatto i legali degli altri imputati e la Cassazione ha disposto che i giudici di Milano rideterminassero le pene, in quanto non avevano tenuto conto dell’assoluzione della contabile e che, pertanto, non sussisteva più l’aggravante del reato commesso da 5 o più persone. Nell’Appello bis a Milano per Marra è arrivato non lo sconto come per gli altri, ma la tanto attesa assoluzione. 

«Rimasi agli arresti domiciliari sino all’8 luglio - ricorda Marra - e potrei dire che, rispetto a certi innocenti sbattuti in galera, mi è andata ancora bene. Mi dimisi da segretario della Comunità montana, lasciai il ruolo di direttore del Consorzio dell’area industriale di Talamona-Morbegno e non avevo più il mio lavoro". "Sono felice che dopo oltre 11 anni di gogna orientata a dimostrare la generalizzata scorrettezza dell’attività amministrativa locale sia stata fatta finalmente giustizia nei miei confronti - aggiunge -. Purtroppo il lungo tempo trascorso ha impedito il prosieguo della mia azione finalizzata alla tutela dei cittadini, nel quadro di obiettivi eticamente corretti in amministrazione e in politica. Certo è che in relazione all’azione di parte della magistratura, sia in relazione ai tempi che ai preconcetti precedentemente posti andrebbe fatta una seria riflessione. Per la mia difesa ho speso circa 150mila euro: ora valuterò eventuali azioni risarcitorie".