DANIELE DE SALVO
Cronaca

L’ospedale Mandic in agonia. Mille firme per il salvataggio

In campo gli attivisti del Tavolo della sanità locale, guidati da dem e sostenitori di Sinistra italiana. Invitano ad appoggiare la petizione dopo le chiusure dei reparti a Merate e le dimissioni di tanti medici .

L’ospedale Mandic in agonia. Mille firme per il salvataggio

L’ospedale Mandic in agonia. Mille firme per il salvataggio

Mille giubbe rosse si sono mobilitate in poche ore per salvare l’ospedale di Merate, in agonia a causa dell’incessante emorragia di primari, dirigenti, medici e operatori sanitari. Gli attivisti del Tavolo della sanità locale, guidati da dem e sostenitori di Sinistra italiana, a cui partecipano però anche professionisti del settore, sindacalisti, esponenti della società civile, simpatizzanti di altri movimenti, cittadini non di parte, hanno raccolto più di mille firme ad una petizione per chiedere ai governanti regionali di rianimare il San Leopoldo Mandic.

L’elenco delle dimissioni e dei reparti e servizi chiusi o appaltati all’esterno è lungo: hanno riconsegnato il tesserino la direttrice facente funzione delle Professioni infermieristiche, i primari di Ginecologia e Ortopedia, un endoscopista; la Psichiatria resta chiusa a tempo indeterminato; molte strutture funzionano solo grazie a gettonisti e libero professionisti; il punto nascita verrà probabilmente sospeso. Il numero uno della sanità pubblica lecchese Paolo Favini, di cui adesso in tanti da destra e sinistra reclamano le dimissioni, ha preannunciato di voler trasformare l’ospedale per acuti in un cronicario, sebbene l’età media nel Meratese sia più bassa che nel Lecchese. "L’ospedale di Merate sta perdendo in questi ultimi giorni risorse professionali e gestionali che garantiscono la validità della struttura e l’offerta sanitaria per 120mila cittadini del Meratese", si legge nel testo della petizione. Non tutto però è perduto, il San Leopoldo Mandic, realizzato nell’Ottocento e poi ampliato grazie alla generosità di benefattori e alle capacità di eccellenti dottori, può ancora riprendersi, come successo nel 2004. "Mobilitiamoci prima che sia troppo tardi – è l’appello dei firmatari della petizione -. Salviamo il nostro ospedale". "Servono azioni concrete", sollecita Mattia Salvioni. "Ci dobbiamo mettere tutti la faccia e la firma", si associa Gianmario Fragomeli. "Bisogna coinvolgere tutti", insiste Milva Caglio di Sinistra Italiana. È solo l’inizio: anche chi al Mandic lavora sta avviando una raccolta firme. Dopo i sindaci e il fratello d’Italia Giacomo Zamperi protestano pure i 5stelle. Sono inoltre previsti flashmob, interpellanze e mozioni politiche bipartisan.