L’omaggio alla Divina. Il francobollo di Vigevano dedicato a Eleonora Duse

La città ducale che le diede i natali celebra la grande attrice del XIX secolo a cent’anni dalla sua morte, nell’aprile del 1924, a Pittsburgh negli Stati Uniti.

L’omaggio alla Divina. Il francobollo di Vigevano dedicato a Eleonora Duse

L’omaggio alla Divina. Il francobollo di Vigevano dedicato a Eleonora Duse

VIGEVANO (Pavia)

Un francobollo per ricordare Eleonora Duse. Lo farà realizzare il prossimo anno, nel quale cadrà il centenario della morte della “Divina“, come la chiamava Gabriele D’Annunzio alla quale l’attrice nata a Vigevano fu a lungo legata, l’amministrazione comunale. L’iter è stato avviato con la domanda al ministero e la costituzione di un Comitato nazionale che coinvolgerà diverse realtà italiane, prima fra tutte Asolo, visto che piccolo centro della provincia di Vicenza, nel cimitero di Sant’Anna rivolto verso il Monte Grappa, la Duse è sepolta per sua espressa volontà. Per Vigevano sarebbe il tributo ad una straordinaria artista così come era stato fatto appena lo scorso anno l’emissione di un francobollo speciale, opera di Giorgio Pomella, realizzato in occasione del 530° anniversario della realizzazione di una che, ancora oggi, è annoverata come una delle piazze più belle del Paese.

Ma se la piazza voluta da Ludovico il Moro, che per realizzarla scelse per la progettazione Donato Bramante, è da oltre cinque secoli l’elemento di maggiore richiamo per i visitatori della città ducale, il legame con la "Divina" è diverso. È un fatto che Eleonora Duse a Vigevano ci nacque per puro caso: i suoi genitori, attori originari di Chioggia (Venezia), erano in città per uno spettacolo. Era il 3 ottobre 1858, data prossima alla festa patronale della città, e nel palazzo di via XX Settembre, giusto qualche decina di passi da piazza Ducale, nacque la piccola Eleonora. La sua vita, almeno nei primi anni, fu legata alla compagnia girovaga del padre Alessandro e della mamma Angelica Cappelletto. Naturale che per lei il palcoscenico fosse un ambiente di casa. Da lì prese il via una delle carriere artistiche più importanti della storia italiana. L’ultima volta che calcò le tavole del palcoscenico fu negli Stati Uniti. A Pittsburgh (Pennsylvania) recitò l’ultima volta, in italiano come fece sempre, il 5 aprile 1924. Era febbricitante e aveva la tosse ma non rinunciò ad esibirsi. Poco più di due settimane dopo, sempre nella città americana, cessò di vivere.

Si dice che la Duse non amasse l’accostamento a Vigevano ma si tratta di qualcosa che non trova riscontro documentale.Di fatto la sua città natale intende renderle omaggio con un francobollo. Per il momento si tratta di poco più di una intenzione alla luce delle autorizzazioni necessarie che però non c’è ragione per la quale non possano essere concesse. Del Comitato dovrebbero far parte diverse città italiane in qualche modo legata alla Duse e anche una fondazione di Venezia.