Il luogo dell'incidente
Il luogo dell'incidente

Castione Andevenno (Sondrio), 15 marzo 2019 - I genitori di Daniele Bertolini e i suoi amici e compagni di scuola sono stati i protagonisti ieri mattina in Prefettura a Sondrio di una riunione di coordinamento sul tema della sicurezza stradale. Riunione che si è aperta con un minuto di silenzio e preghiera per Daniele, studente 18enne dell’Itis Mattei travolto, mentre era in sella al suo scooter a Castione Andevenno e stava tornando a casa a Buglio in Monte, dall’auto a folle velocità guidata da Mirza Trokic, infermiere 38enne di origini slave, alla guida in stato di ebbrezza.

Dopo il momento di raccoglimento, la mamma e il papà del ragazzo hanno voluto lanciare un messaggio, ma anche ringraziare gli amici di Daniele per il loro atteggiamento sempre delicato, rispettoso e propositivo. «Tutti pensiamo di essere immuni da certe tragedie, che non capiteranno a noi – ha detto il papà di Daniele Bertolini – ma a volte capita, e quando succede ormai è troppo tardi». «Apprezzo molto la volontà degli adulti, ma soprattutto dei ragazzi, di parlar di questi importanti temi – ha poi affermato la mamma -. E apprezzo l’atteggiamento di questi ragazzi, degli amici e dei compagni di scuola del mio Daniele, sempre rispettosi, sensibili e corretti, anche nei nostri confronti. I loro propositi in ricordo di Daniele sono preziosi, è difficile sperare che certe tragedie non capitino più ma il mio augurio è che sia possibile, che nessun’altra famiglia debba patire il nostro dolore».

Ragazzi seri e determinati quelli che hanno preso parte alla riunione, facendo sentire la loro giovane ma autorevole voce. «Tutti noi, ragazzi e adulti, dovremmo essere più responsabili, rispettare le regole e non aspettare che succeda qualcosa per farlo – hanno detto davanti al prefetto, Giuseppe Mario Scalia, rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle istituzioni -. A voi adulti vogliamo dire che noi siamo fortemente influenzati dal vostro comportamento. E' giusto sensibilizzare tutti affinché non ci si metta alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti». «I giovani hanno una ricchezza e una sensibilità che noi molte volte sottovalutiamo – le parole del prefetto Scalia -. I giovani devono e possono educare i grandi».