In fuga dalla guerra. E sfrattata in Valtellina

La disavventura di una famiglia ucraina che aveva trovato riparo a Tirano "Il proprietario voleva farci pagare i costi del riscaldamento di tutto il palazzo".

In fuga dalla guerra. E sfrattata in Valtellina
In fuga dalla guerra. E sfrattata in Valtellina

Un sindacalista di Spi Cgil di Lodi sede Codogno ci segnala un episodio avvenuto il 3 gennaio a Tirano. "Il fatto - racconta Marco Folli - l’ho seguito direttamente per via telefonica. Protagonisti sono una famiglia ucraina rifugiata sfuggita miracolosamente ai bombardamenti e grazie alla Caritas e al Comune ospitati a Tirano in una casa d’accoglienza. Fra i componenti due giovani figlie, di cui una minorenne, e un’anziana. Dopo un periodo di qualche mese nella Casa di accoglienza aprono un regolare contratto d’affitto con valenza 15 luglio 2023 e scadenza 14 luglio 2024 con una donna. Pagano l’affitto con regolari ricevute più un’aggiunta per gli oneri accessori, concordata verbalmente e in questo caso non documentate".

"Nei primi giorni di dicembre – continua Folli – nasce una controversia sul costo del gasolio legato al riscaldamento e all’acqua calda dell’appartamento, ritenuto troppo oneroso dalla famiglia in quanto la proprietà obbliga a pagare anche il riscaldamento di tutta la palazzina compreso gli appartamenti sfitti. A quel punto la proprietà dell’immobile, senza avanzare ufficialmente nessuna comunicazione di sfratto, affida la gestione della situazione ad un nordafricano. Il quale senza cercare alcuna mediazione inizia a minacciare gli ucraini di andarsene se non pagano quanto richiesto per il riscaldamento, fino ad arrivare a metà dicembre a spegnere la caldaia e lasciare tutti al freddo e senza acqua calda, in contemporanea iniziano anche strani salti di energia elettrica". E qui veniamo al presunto fattaccio del 3: in mattinata lo straniero si presenta con un connazionale per chiarire la situazione.

"Appena gli viene aperta la porta - dice Folli - irrompe, prende un coltello da cucina lungo più di 20 centimetri (ci sono video e foto che lo provano) e minacciando con urla e violenza trascina madre, figlia minore e anziana giù dalle scale, facendo cadere nonna e prendendola a calci, per questo motivo dovrà ricevere cure al pronto soccorso, anche la madre viene sbattuta ripetutamente contro il muro". A quel punto sono stati chiamati anche i carabinieri di Tirano.

Michele Pusterla