Il legame con Pavia. Il colpo di fulmine del Pasolini lombardo per cascine e risaie

Un dvd ripercorre i luoghi dove il regista ambientò il film Teorema. Copiano, Trovamala, Bereguardo: tour-nostalgia 56 anni dopo.

Il legame con Pavia. Il colpo di fulmine del Pasolini lombardo per cascine e risaie
Il legame con Pavia. Il colpo di fulmine del Pasolini lombardo per cascine e risaie

MAGHERNO (Pavia)

Che Artemio, il noto contadino de "Il ragazzo di campagna" riproposto in queste vacanze di Natale, abitasse a Carbonara al Ticino e andasse a veder passare il treno poco lontano, ormai è risaputo, meno conosciuto è invece l’amore che ha portato Pier Paolo Pasolini per le campagne pavesi. Eppure il regista ha deciso di ambientare al confine tra il Lodigiano e il Pavese la seconda parte del suo “Teorema“, girato nel 1968. E non si è fermato soltanto per il tempo necessario a effettuare le riprese. Per qualche anno ha vissuto a Magherno dove ha affittato anche una casa e portato nel piccolo centro una straordinaria vivacità culturale.

"Penso che Teorema ambisca ad essere un film perfetto, cioè abbia una perfezione formale esteriore, si presenti come un insieme completamente risolto da un punto di vista formale e stilistico – aveva detto Pier Paolo Pasolini –. Negli altri film mi buttavo con la seconda macchina a girare improvvisando e poi nel montaggio, naturalmente sceglievo anche i momenti improvvisati, i momenti ispirati. Per Teorema non ho nemmeno tentato dì farlo: né nel montaggio, né mentre giravo". Location scelte accuratamente, inquadrature studiate e composte: così Pasolini racconta la storia di una famiglia dell’alta borghesia milanese sconvolta dall’arrivo di un misterioso ospite. Se la prima parte del film è tutta ambientata a Milano, nella seconda si sposta in provincia di Pavia, terra d’origine di Emilia, la domestica della famiglia protagonista, che compie un miracolo guarendo un bambino davanti a una folla accorsa per salutarla. Emilia era cresciuta in via Trovamala, appena fuori Pavia, nella cascina Torre bianca demolita negli anni Settanta e resa immortale dalla controversa pellicola. Più nota, invece, la villa Zelata di Bereguardo circondata dai boschi e dalla campagna del Ticino. La casa, progettata nel 1951 dall’architetto Guglielmo Mozzoni per viverci con la moglie, Giulia Maria Crespi, era stata pensata per fronteggiare le piene del fiume. Il documentario curato da Roberto Figazzolo “I luoghi, oggi e ieri raccontano Pasolini“, inserito nel Dvd riedizione del film restaurato e rieditato da Medusa Video 15 anni fa ripercorre tutti i luoghi ripresi dal regista. Non manca la chiesetta della Colombina a Copiano davanti alla quale sono state girate alcune scene con Silvana Mangano, l’attrice preferita da Pasolini. L’edificio è isolato nella campagna e collegato alla strada da un breve vialetto in terra battuta. Pavesi poi anche le comparse.

"Ricordo che, come al solito mancavano i soldi per la piccola folla di comparse che dovevano assistere al miracolo della santa – aveva raccontato il regista –. Franco Rossellini, il produttore, non si perse d’animo e fece irruzione in un ospizio di Pavia urlando per le corsie: "Venite! Presto venite! C’è una santa che fa i miracoli!". Caricò i vecchietti nel furgoncino, cominciò a far circolare un po’ di fiaschi dì vino e i vecchietti ci credevano sul serio". I vecchietti erano gli ospiti del Pertusati, ma tutti i pavesi anche senza vino avevano accolto con affetto Pasolini.