Sondrio, donne maltrattate in casa: le vittime sono due madri

In Tribunale i processi si sono conclusi con altrettante condanne

Il tribunale di Sondrio

SONDRIO, TRIBUNALE - foto(ANSA/ANP)

Sondrio, 8 marzo 2024 – Maltrattamenti abituali nei confronti della madre e degli altri familiari conviventi: in due alla sbarra ieri mattina in Tribunale. Il primo caso si è concluso con un patteggiamento per un 38enne di Sondrio accusato, spesso in stato di alterazione dovuta all’alcol, di una serie di terribili episodi nei confronti della mamma 68enne e dei due fratelli disabili che vivevano con lui.

Un vero inferno, quello vissuto dalla donna e dai figli adulti, che ieri è sfociato nella condanna a due anni di reclusione del loro aguzzino. L’uomo, di cui non riveliamo le generalità per evitare di rendere riconoscibili le vittime dei terribili maltrattamenti, nonostante fosse già stato allontanato da casa e a processo per fatti analoghi, dal luglio 2021 avrebbe continuato a maltrattare i suoi familiari. Insulti pesantissimi e minacce molto concrete. In più di un caso, ad esempio, aveva minacciato di togliersi la vita impugnando un coltello da cucina, terrorizzando i suoi familiari.

E ogni giorno, o quasi, stando al capo di imputazione, aveva aggredito, verbalmente e non solo, la mamma, che pretendeva dovesse comprarle videogiochi, sigarette e alcolici e che accusava di averle preso la Play Station e altri oggetti.

Val Chiavenna

Maltrattamenti e molestie pressoché quotidiani, così come quelle subite dalla madre di un 35enne valchiavennasco condannato a un anno oltre che al pagamento delle spese processuali.

Secondo l’imputazione l’uomo avrebbe insultato, minacciato e picchiato la madre 68enne dal 2017 e fino all’agosto del 2021, e in alcune occasioni a finire in mezzo sarebbe stato anche il padre nel tentativo di difendere la moglie. Sono diversi gli episodi emersi nelle indagini. Come quando il giovane aveva picchiato la donna con calci, pugni e schiaffi su tutto il corpo, il tutto mentre la insultava con frasi davvero pesanti. O come quando le aveva tirato un pugno e lei era fuggita: lui l’aveva raggiunta e, quando il padre aveva cercato di difenderla, l’aveva colpito con calci e pugni alla schiena e alla testa, tanto che il genitore aveva avuto bisogno di cure ospedaliere. Il 35enne è stato processato in abbreviato. Oltre alla condanna, il giudice per le indagini preliminari, Antonio De Rosa, ha applicato all’imputato la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di un anno.