Come amiamo i tempi andati. Ma che fatica

Sfogliando un calendario di Nüm del Burgh, si intravedono tempi di durezze inaudite, ingiustizie sociali e vite accorciate dalla fatica e dalla fame. Malgrado tutto, li amiamo quei tempi lontani: sono un urlo silenzioso contro il destino baro, l'urlo dei nostri padri.

Maietti

Sfoglio un calendario di Nüm del Burgh (Noi del Borgo) ), associazione socio-culturale di Lodi. Foto come quadri: di antichi mestieri di cui solo chi veleggia oltre i settanta, come può dire di aver fatto in tempo a vedere gli ultimi esemplari. Prevalenza netta di personaggi maschili: tutti o quasi con imponenti mustacchi; tutti o quasi col cappello in testa; tutti o quasi con il marchio addosso della povertà, se non della miseria. Sfoglio e mi chiedo se davvero quel tempo andato sia stato meglio dell’oggi. A ben scavare, le foto lasciano intravedere tempi di durezze inaudite, di ingiustizie sociali spaventose, di vite accorciate dalla fatica e dalla fame. La foto del magnano, per esempio. Lui avrà poco più di quarant’anni, ma ne dimostra il doppio. I mustacchi ricadono, avendo presto perso la baldanza virile; il sorriso che vorrebbe essere ironico, si spegne in un lampo di tristezza; il giaccone liso che nemmeno chi vive ai margini metterebbe oggi; la camicia, bisunta di sudore, dice di giorni e giorni senza una doccia. La bocca appena stirata per nascondere orrende bucaröle e denti cariati. Non è difficile vederlo tornare a casa: una stamberga col tetto aperto di fessure buone per candelotti di ghiaccio e spiate di topastri in attesa di far irruzione nella notte. Per quanto la povertà sia radicata nel Vangelo, una povertà così povera chiude anche l’ultimo usciolo alla preghiera. Poi rileggo Pessoa: "Amo l’ieri solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno". Ecco spiegato perché, malgrado tutto, li amiamo quei tempi lontani e perduti. Sono brandelli di vita, e noi vorremmo tenerli vivi, perché siamo fatti per la vita. La morte diventa sorella soltanto quando, come Francesco (quello di ieri e quello di oggi), si faccia una scommessa di fede. Altrimenti è la “fetida baldracca“ di Hemingway. Quei brandelli di vita così avara, così grama sono un urlo silenzioso contro il destino baro. L’urlo dei nostri padri. Un urlo che ancora e sempre ci commuove.