Andrea Pelacchi, coltivatore di cannabis terapeutica
Andrea Pelacchi, coltivatore di cannabis terapeutica

Chiuro, 21 settembre 2018 - Un raccolto ottimo che dimostra la bontà del terreno valtellinese per la coltivazione della canapa. È il risultato di mesi di lavoro da parte dell’azienda agricola Kanuf, creata da Diego Scieghi, Manuel Annulli e Andrea Pelacchi che sta piantando radici solide (quanto quelle delle piante, alte anche due metri, che hanno coltivato in 11 campi agricoli tra Chiuro e Ponte in Valtellina da primavera 2018 ad oggi).

Tre ettari di terreni agricoli sono stati riutilizzati dai giovani per la realizzazione del loro progetto. Un progetto che prevede, per il momento, la vendita delle infiorescenze essiccate all’ingrosso per la produzione farmaceutica o come cannabis light e nell’imminente futuro anche la realizzazione di una birra alla canapa in collaborazione con il birrificio valtellinese Legnone e di saponi da parte di un’erboristeria locale.

«Abbiamo in programma anche di proporre un nostro marchio attraverso il quale vendere tisane», spiega Diego Scieghi che, in questi giorni, insieme ai colleghi e alle loro famiglie sono impegnati nell’intensa attività di raccolta. «Nonostante la grandine e i temporali che hanno danneggiato parte della coltivazione – racconta –. I risultati sono andati ben oltre le aspettative e la mole di lavoro è decisamente importante. Siamo sinceramente lieti e diversi proprietari di terreni della zona ci stanno offrendo altri spazi dove allargare le piantagioni». Piantagioni, come detto, di canapa, ma di varietà particolari, simili esteticamente alla marijuana, che nascono da un seme totalmente differente che determina un’alto valore di Cbd (principio dagli importanti effetti terapeutici) e dai bassissimi valori di Thc (alla base dello sballo che dà la marijuana).

«Le nostre piante, anche secondo gli esami a cui sono state sottoposte per nostra precisa richiesta dai laboratori, al momento mantengono un livello di Thc sotto lo 0,1 - riferisce Scieghi -. Siamo sempre disponibili ai controlli anche da parte delle Forze dell’Ordine che sono già state, e probabilmente torneranno, a controllare la coltivazione». «Abbiamo subìto qualche furto nelle piantagioni, anche se non ai livelli di altre zone in Italia – spiega –. Ma è paragonabile a quello che accade nei meleti, la nostra canapa, infatti, non è una droga». Il raccolto, intanto, prosegue anche in questi giorni ed è iniziato ad agosto.