Contante nell’auto diretta in Svizzera e maxi-debito con lo Stato: coppia condannata

Non solo il cash nella vettura, a due veneti contestate anche le pendenze – successivamente saldate, almeno in parte – con il fisco italiano

Dogana (Archivio)

Dogana (Archivio)

Como, 2 marzo 2024 – In auto, diretti verso la Svizzera, il 28 gennaio di due anni fa, avevano 50mila euro. Un cifra che già superava quanto consentito di portare oltre confine senza dichiarazione, che è pari a 10mila euro a testa. Ma la verifica ulteriore svolta dalla pattuglia della Guardia di finanza di Ronago che li aveva fermati a Drezzo, per capire quale fosse la destinazione di tutto quel contante, aveva portato alla scoperta di un debito erariale con lo Stato italiano di oltre un milione e mezzo di euro, in carico a entrambi.

David Scalco, 50 anni di Padova, e Laura Poloni, 49 anni, residente in provincia di Vicenza, sono finiti a processo con l’accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il Gup di Como Walter Lietti, ha condannato l’uomo, con rito abbreviato, a 4 mesi di reclusione, e la donna a 5 mesi, entrambi con pena sospesa.

Il denaro era stato trovato suddiviso tra la borsa della donna, in cui erano stati trovati 10mila euro, una tasca della giacca dell’uomo dove si trovavano altri 10mila, mentre 10mila erano incastrati sotto il sedile posteriore dell’auto, una Audi Q8, e altri 20mila all’interno della ruota di scorta, sotto il tappetino.

A carico di Scalco, come era emerso dalle indagini successive, risultavano 380mila euro di debiti erariali, che tuttavia ha saldato prima di arrivare davanti al giudice, mentre la Poloni, aveva una pendenza di un milione e 300mila euro, in capo alla società L’Aura srl di cui risultava legale rappresentante.

Dopo la formalizzazione dell’accusa, hanno scelto il processo con rito abbreviato, sulla base degli atti che gli venivano contestati.