Lanzada (Sondrio), 16 agosto 2018 - Due giovani insospettabili, di famiglie molto conosciute nella Valle del Mallero, che non si accontentavano della "paghetta" mensile dei genitori sono finiti in manette perchè si erano dati alla coltivazione di droga in una baita di famiglia trasformata in laboratorio. E' quanto emerso dall'indagine dei carabinieri della caserma di Chiesa in Valmalenco che, alla vigilia di Ferragosto, è sfociata nella fase conclusiva con l'arresto dei due presunti "coltivatori diretti" di stupefacenti. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati questa mattina, giovedì 16 agosto 2018, dal capitano Serena Federica Galvagno, comandante della Compagnia Carabinieri di Sondrio, da cui dipende la Stazione Cc guidata dal luogotenente Alessandro Di Roio.

I militari, al termine dell'attività investigativa, hanno posto sotto sequestro anche la baita adibita a laboratorio per la produzione, mentre i due amici e coetanei 21enni, che hanno trascorso il Ferragosto al fresco nel carcere sondriese di via Caimi, in attesa dell'interrogatorio davanti al Giudice delle indagini preliminari, sono accusati di "coltivazione, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti". L'attività di controllo del territorio e di attenta vigilanza sulle dinamiche che lo caratterizzano ha portato alla luce quanto stava avvenendo nell'area boschiva in località Arec, nel territorio comunale di Lanzada, con il ritrovamento di 24 piante di canapa indiana. Gli investigatori hanno accertato che si trattava di una vera e propria piantagione le cui piante, al momento del blitz, si presentavano rigogliose nella loro ricca inflorescenza. Gli uomini del capitano Galvagno e del luogotenente Di Roio erano certi che gli "agricoltori" si sarebbero, a breve, presentati per iniziare la raccolta; a quel punto è iniziata un'attività di monitoraggio della zona che è terminata, martedì 14 agosto, con il fermo dei due ragazzi, bloccati mentre erano impegnati nell'attività di estirpazione delle piante in fiore.

E' scattata la perquisizione domiciliare e nell'abitazione di uno è stato sequestrato materiale per la fabbricazione di una serra "in door" e 9 blister contenenti semi di canapa; nella baita di proprietà del secondo, invece, sono state rinvenute 42 piante di marijuana in un vaso, buste di cellophane contenenti circa 730 grammi della stessa sostanza, una vera e propria serra per la coltivazione e attrezzatura utile alla coltivazione, essiccazione e confezionamento delle dosi. Lo stupefacente cosiddetto "leggero" era probabilmente destinato al mercato locale e, secondo i carabinieri, avrebbe potuto portare a un guadagno di circa 50mila euro.