Laura Bonat
Laura Bonat

Ardenno (Sondrio); 24 agosto 2018 - Cinquanta nuovi richiedenti asilo in arrivo ad Ardenno. La notizia non è ancora ufficiale, ma fa già discutere, e molto. Tanto che il sindaco, Laura Bonat, ha deciso di scrivere una lettera aperta ai suoi cittadini, spiegando la situazione e assicurando che farà tutto quanto in suo potere per evitare che l’arrivo si concretizzi. «Come ho avuto modo di dichiarare, e di dimostrare, e di dimostrare in più occasioni, non sono contraria all’accoglienza – premette il primo cittadino -. Sono però fortissimamente contraria alla gestione irragionevole del fenomeno migranti e, ancor più, allo sciacallaggio di chi della sfortuna altrui vuole fare profitto. L’accoglienza (se così la vogliamo definire) dei nuovi migranti, previsti in un numero che si aggira sulle 50 persone, dovrebbe avvenire nella già ben nota struttura che aveva ospitato in precedenza il centro poi chiuso dalla Prefettura, per via di una gestione inadeguata. Potremo dunque aspettarci di avere una cinquantina di persone accolte in centro paese, in un edificio che affaccia direttamente sulla strada, sprovvisto di qualsiasi spazio esterno a servizio delle persone che vi andranno a risiedere.

Sappiamo tutti che il Comune non ha voce in capitolo sull’assegnazione dei posti di “accoglienza” ma voglio comunque dire la mia con estrema schiettezza, affinché gli ardennesi sappiano qual è il pensiero di chi hanno scelto a guida del loro Comune. Ebbene, sono assolutamente, completamente, inequivocabilmente contraria ad un nuovo arrivo e farò tutto quanto è nelle mie possibilità di sindaco per ostacolare non solo l’arrivo ma anche la permanenza». Ma il prefetto Scalia scrive che un’ipotesi del genere non gli risulta affatto. «Penso che Ardenno, con i suoi 3262 abitanti a fine luglio, con la ventina di richiedenti asilo già presenti sul territorio stia facendo la sua parte – prosegue il sindaco Bonat -. Con queste persone, che comunque non sono poche, è stato possibile instaurare un rapporto di collaborazione: diversi prestano gratuitamente la loro opera al Comune, la maggior parte ha anche trovato lavoro. Abitano in una struttura adatta ad una permanenza lunga, una struttura con spazi adeguati.

Posso dire che la loro piccola comunità si sia ben integrata nel paese, stabilendo in molti casi dei rapporti personali significativi. È stato un lavoro lungo e delicato, fatto da istituzioni e persone di buona volontà, per la costruzione di un equilibrio che finalmente funziona. Tutto quello che non abbiamo visto nel caso della precedente occupazione dello stabile. E sullo stabile, sul suo utilizzo, voglio esser estremamente schietta: trovo inaccettabile una situazione in cui per il beneficio di un singolo sia tutta una comunità a dover pagare. Perché certo la Comunità non si arricchirà con l’arrivo di 50 persone che difficilmente, stante il numero, potranno trovare un degno inserimento». «In conclusione – così termina - mi auguro che chiunque possa avere voce in capitolo si adoperi per impedire il realizzarsi di una situazione che Ardenno osteggia, non desidera e non merita».