Alex Bellini sul Gange
Alex Bellini sul Gange

Aprica (Sondrio), 8 marzo 2019 - Prosegue senza soste la grande avventura di Alex Bellini. L’avventuriero valtellinese, cresciuto ad Aprica, sta pagaiando sulla sua canoa nelle acque del fiume Gange, in India, uno dei corsi d’acqua più inquinati del pianeta. Dopo aver navigato in solitaria nell’Oceano Atlantico e nel Pacifico, completando le due traversate, aver partecipato a diverse gare podistiche, nel deserto o su strade asfaltato o sterrate, aver percorso con gli sci e una slitta il Vatnajökull («cappa» di ghiaccio islandese) e dopo tante altre avventure «estreme», Alex ha deciso di partire quest’anno per una missione diversa, utile per sensibilizzare l’opinione pubblica su uno dei problemi che stanno minando l’ecosistema globale: la presenza massiccia di plastica negli oceani.

E' ormai noto che avanti di questo passo l’ecosistema marino rischia il collasso. Questa la filosofia del progetto «10 Rivers 1 Ocean» che prevede la navigazione di Bellini lungo i dieci fiumi più inquinati del mondo: Gange, Yangtze, Hai He, Fiume Giallo, Pearl, Mekong, Indus, Amur, Nilo e Niger. La meta finale sarà quel Great Pacific Garbage Patch, quella chiazza mostruosa di plastica grande più di un milione e mezzo di chilometri quadrati (tre volte la dimensione della Francia) posta tra le Hawaii e San Francisco.

Alex è partito qualche giorno fa e a bordo della sua zattera, costruita completamente con materiali biodegradabili, sta percorrendo il Gange, fiume sacro per gli indiani, ricco di misticismo. «A Gazipur ho incontrato Ankor – si legge nel diario di bordo di Alex Bellini sul sito www.10rivers1ocean.com - e gli ho chiesto quale sarà il futuro del Gange e delle persone che dipendono da questo fiume. Mi ha portato su un ghat (le gradinate che scendono sulla riva del fiume, ndr),  perché uno pulito è sinonimo di persone che se ne prendono cura e uno sporco è invece sinonimo di abbandono…. Nel 2015 ha ripulito un ghat con un gruppo di volontari e ha fatto in modo che le scuole di Gazipur portassero gli studenti a fare lezione su quei gradini "Così, da adulti, se lo ricorderanno e ne avranno cura”». Una bella lezione.

«Il viaggio è cominciato da solo una settimana eppure mi sembra di aver già viaggiato per migliaia di chilometri, tanti sono stati gli incontri, ma sono contento che la mia missione sia da tutti accolta positivamente e prima che agli altri, sta servendo a me per comprendere la relazione così intricata tra Gange, fede, persone e luoghi». E poi via per scoprire altri segreti della vita in India, in un viaggio che, per forza di cose, è anche un po’ introspettivo. Un viaggio che durerà tre anni e mezzo, un viaggio che è un grido disperato per far sì che si risolva questo grandissimo problema