Una nuova speranza nella battaglia contro il Covid. Nella ridda di possibili rimedi contro il coronavirus si candidata a recitare un ruolo di primo piano un composto farmaceutico, inizialmente pensato per le cure della leucemia, Il ritrovato manifesterebbe anche proprietà antivirali, e sembra essere in grado di inibire il ciclo replicativo di tutti i coronavirus, compreso il Sars-CoV-2.

Ecco come funziona

La scoperta arriva dal laboratorio di genomica della Fondazione Tempia di  Biella, da anni impegnata nella lotta contro i tumori, ed è frutto di una collaborazione con dipartimenti di Scienze e tecnologie del farmaco e di Scienze della vita e biologia dei sistemi dell'università di Torino. "Il composto - spiegano i professori Donatella Boschi e Marco Lucio Lolli, ricercatori della Fondazione Tempia - in grado di inibire l'attività dell'enzima cellulare DHODH, era stato inizialmente studiato per un tipo di leucemia".

Poi i virologi Giorgio Gribaudo e Anna Luganini lo hanno testato su cellule infettate da coronavirus, "riscontrando - spiegano - proprietà antivirali sorprendenti. L'inibitore della DHODH è infatti in grado di bloccare la produzione delle pirimidine, una via biosintetica essenziale per il ciclo replicativo di tutti i coronavirus. Si comporta quindi come molecola antivirale che bersaglia i meccanismi dell'ospite". L'analisi per ora è stata effettuata in vitro su campioni di cellule dell'apparato respiratorio. I risultati sono così promettenti che è stata avviata la ricerca di finanziamenti per proseguire negli studi di efficacia e sicurezza del farmaco.

"Questa molecola - sottolinea Marco Lucio Lolli - è di grande interesse per il controllo terapeutico non solo di Sars-CoV-2 e delle sue varianti, ma anche di futuri coronavirus emergenti. Purtroppo Covid-19 non è la prima, né sarà l'ultima malattia grave dovuta a virus di origine animale trasmessi all'uomo che dovremo affrontare. Poter avere farmaci antivirali efficaci contro gli attuali coronavirus non solo aiuterebbe in questa pandemia, ma sarebbe fondamentale anche in caso di futuri virus emergenti, rallentandone la diffusione, salvando vite e guadagnando tempo per lo sviluppo di vaccini specifici". Il gruppo di lavoro si è posto l'obiettivo di produrre la molecola su scala adeguata a eseguire studi certificati di efficacia e sicurezza per poi poter iniziare la sperimentazione clinica sull'uomo.