Influenza, il picco si avvicina. Dominante il virus H1N1, mutazione della pandemia di suina del 2009

Per gli esperti non c’è nessun caso di contagio da animale a uomo. In Lombardia 17,09 casi ogni mille pazienti

I bambini insieme agli adulti fragili sono tra i più a rischio influenza
I bambini insieme agli adulti fragili sono tra i più a rischio influenza

Milano, 10 gennaio 2024 - L’influenza colpisce e colpisce duro ormai da prima di Natale  ma non c’è nessun allarme o anomalia particolare nel numero dei casi. Il ritorno a scuola e alle attività lavorative dopo il lungo ponte delle festività inevitabilmente comporta un aumento della circolazione del virus e di chi si ammala.

I dati lombardi 

I dati della sorveglianza dei casi gravi fino a questo momento non presentano anomalie e sono coerenti con il quadro epidemiologico complessivo” spiega l'Istituto Superiore di Sanità che aggiunge ”l'incidenza delle sindromi simil influenzali in Italia è nella fascia di intensità Alta, ed è pari, secondo i dati dell'ultimo bollettino, a 17,5 casi per mille assistiti”. Per la Lombardia varia di poco, pari a 17,09 casi ogni mille pazienti.  Si tratta di una circolazione intensa, ma “la situazione complessivamente rientra nell'alternarsi di intensità annuale delle stagioni di trasmissione dei virus respiratori, e anche il periodo in cui si è verificato il picco non presenta anomalie, ed è anzi in linea con quanto riportato da altri paesi europei».

Picco vicino

“Probabilmente siamo vicini al picco della stagione influenzale, ma una circolazione sostenuta dei virus si osserverà anche nelle prossime settimane. Al momento, comunque, la situazione non appare al di fuori dell'andamento che ci si attenderebbe in una stagione a intensità elevata come quella che stiamo registrando”, rassicura Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità.

Virus influenzale H1N1

Al momento è dominante il virus influenzale H1N1. "Deriva da quello che aveva causato la pandemia nel 2009 e, come tutti i virus influenzali, ha subito piccoli cambiamenti nel corso degli anni", spiega Gianni Rezza, epidemiologo, professore di Igiene all'università San Raffaele di Milano e già a capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute e di quello di Malattie infettive dell'Iss.

Gli effetti più pericolosi

Il virus, precisa, "può dare, in rari casi, polmonite interstiziale primaria nei giovani adulti. Naturalmente, negli anziani, può assumere frequentemente un certo livello di pericolosità". Al momento, aggiunge l'epidemiologo, "credo che siamo vicini al picco, ma ci vorrà del tempo prima che la stagione finisca. Per i fragili che non si sono ancora vaccinati, siamo in Zona Cesarini: sarebbe saggio vaccinarsi adesso per proteggersi in questa coda della stagione".

La mutazione del virus

Già la scorsa primavera, spiega Rezza, "c'erano segnali che il virus dell'influenza A/H1N1, che abbiamo conosciuto con la pandemia di suina nel 2009, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella stagione influenzale di quest'anno. Nella stagione influenzale dello scorso anno il virus A/H3N2 era stato predominante. Ma verso la fine della stagione è stato progressivamente sostituito dal virus influenzale A/H1N1. Si è verificata quella che viene chiamata herald wave, ovvero un'ondata d'annuncio, che ci diceva che questo virus avrebbe circolato quest'anno".

“Suina” solo di nome

Gli i esperti evidenziano che l'influenza di questa stagione è caratterizzata dalla circolazione del virus H1N1 pdm09 (Pandemic disease Mexico 2009) ma anche che si tratta del virus influenzale che circola in modo diffuso in tutte le stagioni influenzali dal 2009". E che "chiamarlo virus da “influenza suina” è un retaggio mediatico che fa pensare a un virus non stagionale". E soprattutto “non esiste, al momento, alcun nuovo caso di 'influenza suina', inteso come evento di passaggio di virus animale-uomo.

Medici di base sotto pressione

"Fino a 4 milioni di chiamate al giorno ai medici di base. Centinaia di telefonate giornaliere anche al 118, accessi in massa ai pronto soccorso, con picchi di afflussi che superano anche i 200 pazienti al giorno. Ospedali in ginocchio da nord a sud, in particolare in Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Toscana e Sicilia: sono queste le realtà sanitarie che vivono le emergenze più gravi”, ha spiegato in una nota Antonio De Palma, presidente del Nursing Up.