Roma, 27 gennaio 2021 - Il premier Giuseppe Conte, salito questa mattina al Quirinale per le celebrazioni del Giorno della Memoria, è al lavoro a Palazzo Chigi per trovare una nuova maggioranza da presentare al presidente Sergio Mattarella. Occhi puntati su Palazzo Madama, dove si è costituito il nuovo gruppo parlamentare "Europeisti Maie Centro democratico", che conta su dieci senatori. In queste ore intanto si entra nel vivo della crisi di Governo. La palla è in mano al capo dello Stato che apre le consultazioni, ospitando al Colle prima la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi il presidente della Camera, Roberto Fico. Colloqui istituzionali che saranno il preludio agli incontri che domani e venerdì Mattarella avrà con i partiti per capire le reali intenzioni delle forze politiche. Sta quindi arrivando il momento della verità. Sul tavolo analisi dei possibili scenari e valutazioni delle incognite che pesano sulla nascita del Conte ter.

Gli alleati

Pd, Movimento 5 Stelle e Leu ribadiscono la linea: il premier dimissionario è il punto di equilibrio e si apprestano a incontrare il capo dello Stato - domani i dem, venerdì pomeriggio i pentastellati - per indicare il nome di Conte alla guida di un nuovo esecutivo sostenuto però da una maggioranza più ampia ed europeista, un governo di "salvezza nazionale", come lo ha definito lo stesso presidente del Consiglio nell'appello lanciato sui social. "Condividiamo e sosteniamo l'ipotesi di proporre al presidente Mattarella un incarico a Giuseppe Conte per dare vita a un Governo raccogliendo il suo appello nella direzione della responsabilità nazionale. Un Governo che possa contare su un'ampia base parlamentare", ha detto Nicola Zingaretti nel corso della Direzione del Pd. Ma l'ostacolo più ingombrante sulla strada del Conte ter resta sempre la questione dei numeri. Italia Viva e Matteo Renzi continuano a non scoprire le sue carte: "Andremo al Colle senza veti, senza preclusioni e senza una lista di nomi - ha spiegato Ettore Rosato -, per noi vengono prima le risposte alla lettera programmatica data al presidente del Consiglio". Una linea confermata anche dall'ex ministro Teresa Bellanova: "Non metteremo veti su Conte, ma non c'è solo lui. Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo, partiamo dal programma. Quando ci siamo dimessi lo abbiamo fatto per avviare un confronto ma il premier ha preferito cercare un'altra maggioranza, non trovandola".

Il centrodestra

Il centrodestra, invece, è compatto nel dire no a un nuovo incarico per Conte. "Stop a questo teatrino, al mercato delle vacche e a un reincarico a Conte - attacca il leader della Lega, Matteo Salvini -. Quando non ci sarà più questo signore a Palazzo Chigi, ragioneremo di tutto il resto. La via maestra sono le elezioni". Giorgia Meloni (FdI): "Questi signori continuano a ripetere che sarebbe da irresponsabili andare al voto nella fase in cui ci troviamo, eppure in piena crisi hanno paralizzato per mesi l'intera nazione per i loro litigi, le beghe di palazzo e le ignobili compravendite di poltrone. Ma chi credono di prendere in giro? Elezioni subito". E' più morbida la linea di Forza Italia: "Andremo alle consultazioni dal presidente Mattarella con il centrodestra, ma è chiaro che delle differenze con gli alleati ci sono e noi le rivendichiamo - ha spiegato  Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera -. Noi non abbiamo mai chiesto le elezioni, abbiamo da subito - con il presidente Berlusconi - parlato di un governo di unità nazionale per mettere al centro le esigenze del Paese. E' chiaro che alle parole del presidente Berlusconi ci saremmo aspettati da parte della sinistra un'apertura, apertura che però non c'è stata".