Consiglio regionale della Lombardia al Pirellone
Consiglio regionale della Lombardia al Pirellone

Milano, 31 luglio 2020 - L’incontro è avvenuto lunedì 20 luglio a Palazzo Lombardia. Vi hanno partecipato Matteo Salvini, segretario della Lega, e tre forzisti: Alan Rizzi, sottosegretario della Regione per i Rapporti con le Delegazioni Internazionali, Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale, e Simona Tironi, bresciana, vicepresidente della Commissione Sanità del Pirellone e, a quanto pare, molto amica di Giulia Martinelli, capo segreteria del governatore Attilio Fontana nonché ex compagna dello stesso Salvini.

Al centro dell’incontro il cambio di casacca: Rizzi, Fermi e Tironi stanno valutando di lasciare Forza Italia ed entrare nella Lega. I tre non sarebbero i soli ma soltanto i primi: valutazioni analoghe sta facendo Mauro Piazza, altro consigliere regionale di Forza Italia, presidente della commissione speciale sull’Autonomia, lecchese. Piazza sarebbe intenzionato ad aggiungersi ai tre solo dopo le elezioni amministrative del 20 e 21 settembre. Tra gli altri tre c’è chi potrebbe migrare anche prima. 

L’incontro e l’obiettivo dell’incontro sono stati confermati da fonti qualificate e, anzi, si riferisce che tra Salvini e i quattro transfughi vi sarebbe già un’ipotesi di accordo che sta provocando qualche malcontento all’interno del gruppo della Lega: i forzisti, infatti, potranno entrare nel Carroccio senza pagare, almeno fino alla prossima campagna elettorale, il tributo di duemila euro che ogni consigliere regionale lascia al partito proprio per il supporto che il partito garantisce per le iniziative di comunicazione e propaganda politica.

Un trattamento di favore che verrebbe facilmente motivato col fatto che la Lega non ha pagato ai quattro né l’ultima campagna elettorale per le Regionali né quella per le amministrative in arrivo, che interessano soprattutto Piazza. Ma c’è un altro motivo di malcontento che sta attraversando il gruppo della Lega al Pirellone: c’è chi teme possa ripetersi quanto avvenuto con Silvia Sardone, vale a dire che qualcuno dei nuovi ingressi possa aggirare gavetta e cursus honorum all’interno del partito ed essere candidato a ricoprire incarichi di spessore superando leghisti di più antica data.

Sardone è stata eletta europarlamentare proprio nelle fila della Lega subito dopo aver lasciato Forza Italia e senza aver avuto altri ruoli all’interno del Carroccio. «Ma per lo meno Silvia era una leghista in pectore, considerate le sue battaglie», sussurra qualcuno. Un timore pure amplificato dalla possibilità che in autunno ci sia quel tagliando di Giunta che finora sembrava destinato ad avvenire tra fine agosto e inizio settembre.

Si vedrà, talvolta in politica gli scenari mutano in fretta. All’interno di Forza Italia le spinte centrifughe sono in azione da tempo. Nel partito c’è chi ritiene che Silvio Berlusconi abbia definitivamente perso smalto e che l’appeal di Forza Italia sia destinato a seguire la stessa curva discendente del suo padre-padrone. Va ricordato che solo un anno fa proprio Fermi, Piazza e Tironi erano stati inclusi tra quanti avevano valutato l’idea di seguire l’avventura di Giovanni Toti in “Cambiamo“. Con loro c’era anche Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare. 

Altro dato di fatto da non trascurare è quello rappresentato dai due consiglieri regionali che hanno già lasciato Forza Italia: Paolo Franco, ex coordinatore provinciale di Bergamo, ha scelto proprio “Cambiamo“, mentre Federico Romani, figlio dell’ex ministro Paolo, è invece approdato in Fratelli d’Italia. E tra i fattori che stanno convincendo Salvini della necessità di aprire la Lega anche ai forzisti c’è proprio l’ascesa di Fratella d’Italia, che sta acquisendo uomini e consensi sia a livello nazionale sia a livello locale.

Ecco allora che le ambizioni del leader della Lega possono facilmente conciliarsi con la volontà dei già citati esponenti lombardi di Forza Italia di restare nel giro che politicamente conta e potersi così rigiocare la ricandidatura in Regione o altrove. Discorso a parte meriterebbe, secondo i beninformati, Giulio Gallera. Come detto, l’assessore l’anno scorso fu tentato dall’idea di seguire Toti ma lunedì 20 luglio non era tra i partecipanti all’incontro con Salvini. Pare che anch’egli stia ragionando su un eventuale passaggio alla Lega ma al momento ci sono perplessità sia da parte dello stesso Gallera sia all’interno dei salviniani.