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4 mar 2022

Flavia, vigneron a 23 anni: il volto nuovo dell’Oltrepò

Prosegue la tradizione della famiglia con la cantina Scuropasso. Laurea con specializzazione in Enologia, idee chiare: basta col passato

pierangela ravizza
Economia
Flavia Marazzi in cantina con il padre Fabio L’azienda produce circa 80mila bottiglie l’anno fra rossi, spumante metodo classico e Riesling italico
Flavia Marazzi in cantina

Pietra de' GiorgI (Pavia) - Giovani, donne e turismo in forte crescita. La "rivoluzione del vino" in Oltrepò Pavese è già cominciata e i primi risultati concreti si vedono. Ad iniziare dai protagonisti, come Flavia Marazzi, 23 anni, con il padre Fabio e la mamma Emanuela, al timone della cantina Scuropasso a Scorzoletta, frazione di Pietra de’ Giorgi, in Oltrepò Pavese.

Un’azienda di diciotto ettari vitati, dalle 70 alle 80mila bottiglie fra rossi in cui spicca il Buttafuoco anche nella versione storica, lo spumante metodo classico che sta facendo collezione di premi e riconoscimenti e il Riesling Italico. La vendita avviene quasi interamente nel canale Horeca e direttamente in azienda grazie al boom dell’enoturismo, con un fitto calendario di degustazioni e visite in azienda. È la nuova e promettente frontiera per l’Oltrepo in cui aumentano i giovani e le donne impegnate in vigna e cantina.

"Quando, in quarta liceo, Flavia ha cominciato ad avere interesse per questo lavoro – racconta Fabio Marazzi – le prime esperienze sono state in vigna e cantina. La parte più dura del nostro lavoro". Mentre una sorella sceglieva di diventare medico, lei a 17 anni già si era iscritta ad un corso di sommelier e, finito il liceo alla Facoltà Agraria a Piacenza. Ora è in dirittura d’arrivo con la specializzazione in enologia. Passione, idee chiare e determinazione: "i docenti sono stati autentiche guide per il mio lavoro – dice Flavia – ora ho la fortuna di avere un padre che mi lascia fare anche se i suoi consigli sono fondamentali".

C’è molta storia in questa famiglia, più dei 60 anni di esistenza dell’azienda perché gli avi lavoravano nella tenuta del conte Vistarino dove il metodo classico si conosceva già nel 1865. Ma c’è soprattutto futuro. Anche per l’Oltrepò? "Serve una rivoluzione culturale che, comunque, è già in atto. Ci sono altri giovani – racconta Flavia forse la più giovane della Lombardia – e fra di noi c’ entusiasmo, non ci sono rivalità e individualismo mentre prima c’era un’evidente difficoltà e non capacità a fare squadra. E, comunque, le esperienze fatte in altre aree confermano che abbiamo un territorio baciato dalla fortuna per la qualità che può esprimere". E decisa propone: "smarchiamoci dal vecchio Oltrepò".

 

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